C’E’ UNA SOLA RAZZA: QUELLA DISUMANA

!!! ATTENZIONE !!! QUESTO COMUNICATO E’ DESTINATO AD UN PUBBLICO ADULTO, AI MINORI SI CONSIGLIA UNA LETTURA COADIUVATA DA PERSONE MATURE

C’E’ UNA SOLA RAZZA:
QUELLA DISUMANA

La nave Aquarius, con a bordo 629 migranti fra i quali 11 bambini/e e 7 donne incinte, è ferma nel momento in cui scriviamo, il 12/06/2018, a 3 ore di navigazione da Malta che non li vuole accogliere. Strano per una grande isola che conta ben 450.000 abitanti, estesa più o meno come il nostro Molise; l’Italia ha qualche abitante e porto in più: non li accogliamo. La pacchia per questi esseri umani, pardon oggetti sconosciuti, non comincerà nel “bel paese” ma in Spagna più precisamente a Valencia. Persone fuggite dalle loro case piene di comfort per pura curiosità di venire in Europa, altro che sfuggire da guerre e miseria. Come disse alcuni anni fa un autorevole politico di Arcore:” La storia si ripete, Ventotene (uno dei campi di confino degli oppositori al fascismo) era un luogo di villeggiatura”. Ma poi che importa se tante/i, quasi tutte/i, vorrebbero stabilirsi nel Nord Europa, da qui passano pieni di malattie, ma ci bastano le nostre di malattie provocate dall’inquinamento, dall’amianto, dalla chimica o dagli allevamenti intensivi. Poco importa se tante/i straniere/i si stabiliscono nelle nostre campagne da nord a sud, in regime di schiavitù, rischiando quotidianamente la vita (a San Ferdinando, nella piana di Gioia Tauro, viene ucciso a fucilate il bracciante e militante sindacale maliano Soumaila Sacko), per raccogliere frutta e verdura, così costa meno al consumatore finale. Tanto non si è obbligati a rinnovare i contratti di lavoro, tutte questioni obsolete. Si, è vero, anche gli italiani sono da sempre un popolo di migranti, ma erano altri tempi; oggi migliaia di giovani, operai, tecnici, laureati lasciano l’Italia per trovare lavoro soprattutto in Inghilterra e Germania. Che stupidi, non amano la nostra terra!!! E poi che importa se tantissime/i connazionali tra ‘800 e ‘900 sono emigrate/i in America; molte/i hanno lasciato un marchio indelebile che ancora oggi ci contraddistingue: la mafia. Molto più importante e l’Italia ne va fiera, che ci siano badanti ucraine/i, marocchine/i, filippine/i che curano i nostri anziani; loro abbandonano i loro cari per amore del nostro paese… e dobbiamo pure retribuirli. Per concludere: ci dispiace che la nostra grande produzione bellica non venga inserita nel patrimonio mondiale dell’umanità, ci dispiace che ogni tanto anche i grandi media democratici citino un certo A. Einstein il quale diceva: “Esiste solo una razza: quella umana”; pover’uomo, ma in che mondo viveva???

Appello agli anarchici ed ai libertari di Novara e dintorni

Il Circolo Zabriskie Point di Novara, che si trova in corso Milano 44/A, esiste da molti anni ed è l’erede del Coordinamento Anarchico Novarese degli anni settanta del secolo scorso. Le attività svolte dal Circolo sono soprattutto di tipo culturale: conferenze, presentazioni di libri, dibattiti, approfondimenti su temi politici, economici e sociali. Ma il Circolo ha anche svolto un’intensa attività militante, per esempio nell’ambito dell’antimilitarismo e, sul territorio, del contrasto della fabbrica di morte presente a Cameri, cioè lo stabilimento dove si costruiscono i cacciabombardieri F-35 destinati all’Italia ed ai Paesi Bassi.

È abbastanza inutile ora fare tutta la storia del Circolo: chi ci conosce sa che cosa abbiamo fatto e con quale spirito l’abbiamo fatto, rifuggendo da settarismi d’ogni genere e cercando sempre di collegarci a diverse realtà politiche, in base ad una comunanza di valori ed alla proposizione di comuni scopi da raggiungere.

Dopo tanti anni di attività dobbiamo però ammettere di trovarci in difficoltà e non riusciamo ad immaginare come proseguire nel nostro percorso: l’orizzonte si restringe ed il Circolo rischia di chiudere tra non molti mesi.

Non si tratta tanto di difficoltà finanziarie: i soci residui sanno fare sacrifici e possono permettersi di mantenere l’apertura della sede e di finanziare alcune future attività. Si tratta piuttosto di una riduzione della partecipazione attiva da parte degli anarchici e dei libertari novaresi. Ad essi appunto ci rivolgiamo, invitandoli a venire alle nostre riunioni che si svolgono ogni martedì sera, a partire dalle ore 22 circa, in modo da discutere le future iniziative, gli aggiustamenti di rotta, le innovazioni più ardite.

Non siamo un club dopolavoristico, non collezioniamo francobolli e non assembliamo trenini elettrici (cose peraltro lodevoli). Quindi per noi la partecipazione attiva di più persone è essenziale: vogliamo essere un gruppo organizzato che ha qualcosa da dire e da fare nella realtà locale. Per avere un certo peso, però, bisogna essere pesanti: e quindi numerosi.

Se volete far sopravvivere una voce anarchica e libertaria a Novara, non vi resta quindi che attivarvi, partecipare, venirci a trovare e discutere con noi.

La porta è aperta a tutti coloro che condividono, senza pregiudizi e senza rigidità, i valori essenziali del pensiero e dei movimenti che tanto hanno dato alla sviluppo della libertà e dell’uguaglianza di tutti gli esseri umani.

Convegno antimilitarista

GUERRA INFINITA E MILITARIZZAZIONE SOCIALE PER UN FUTURO SENZA ESERCITI

 

PROGRAMMA

ore 10 – 12 Presentazione delle relazioni:

– Analisi del Documento Programmatico Pluriennale 2017-2019 e Libro Bianco

– Importanza e conseguenza della spesa per gli armamenti

– La NATO e la politica di potenza

– Nuova corsa al nucleare e nuova guerra fredda

– Armi nucleari e armi convenzionali

– Le stragi dell’uranio impoverito

ore 12 – 13 Dibattito

ore 13 – 14 Pausa pranzo

ore 14 – 15,40 Presentazione delle relazioni:

– La Sicilia, una piattaforma militare nel centro del Mediterraneo

– La lotta contro i poligoni militari in Sardegna

– Poligoni militari e aree militarizzate

– La fabbrica per l’assemblaggio degli F.35 a Cameri (NO). Studio di un caso

– Guerra infinita e militarizzazione sociale

ore 15,40 -16,30 Dibattito

ore 16,30 – 18 Presentazione delle relazioni:

– Università e guerra

– Propaganda militarista nelle scuole

– Sessismo, nazionalismo e militarismo

– ‘Cultura’ militarista e immaginario collettivo

– L’impegno antimilitarista libertario dal 1945 ai giorni nostri

ore 18 Dibattito

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“La cooperazione in Italia”

Venerdì 8 giugno 2018 alle ore 21.00

nella sede sindacale di corso Milano 48 a Novara

S.I. COBAS e Circolo Zabriskie Point 

presentano:

Giovanni Marilli e Daniele Ratti che parleranno del loro recente libro:
“La cooperazione in Italia”, edito da zeroincondotta

In un’epoca in cui è ormai chiaro che i margini degli utili vanno via via riducendosi a causa della tendenziale caduta del saggio di profitto, già preconizzata da K. Marx, il calo dei salari e l’illusione di non essere dei puri e semplici “dipendenti” sono semplici trucchi per continuare a rendere proficue attività che altrimenti non lo sarebbero affatto: basti pensare alla concorrenza spietata che si gioca nel settore della logistica. Conoscere il glorioso tentativo passato di liberare il lavoro, tentativo già presto inficiato da furberie ed opportunismo di chi si era autonominato capo del proletariato, essere coscienti della triste situazione attuale: ecco da dove ripartire per forgiare i nuovi attrezzi di una lotta di classe efficace nei posti di lavoro, rimodulando inoltre un vero mutualismo.

 

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Oggi un altro morto sul lavoro, domani si vedrà…

Oggi un altro morto sul lavoro, domani si vedrà…

 

In questo Primo Maggio 2018 siamo costretti a ricordare i numerosi morti sul lavoro, che, nel momento in cui scriviamo, sono 169 dall’inizio dell’anno. Si tratta di un tema che le forze politiche nell’ultima campagna elettorale hanno sistematicamente ignorato e rimosso, forse anche perché Lorsignori non hanno mai provato ad alzarsi alle sei del mattino per andare a fare un lavoro di merda e pagato con un salario insufficiente a vivere dignitosamente. Per non parlare della piaga del precariato che accomuna più generazioni. Non hanno speso nemmeno una parola sul cosiddetto “decreto Brunetta” che fa aspettare per almeno due anni la liquidazione ai lavoratori pubblici che vanno in pensione. Alcune forze politiche hanno fatto propaganda becera contro i migranti, “dimenticandosi” del regime di schiavitù in cui vivono, si fa per dire, molti lavoratori stranieri. Agro Pontino, una storia emblematica: Zulfqar Ahmed, indiano sikh, lavorava 7 giorni su 7 e il padrone lo pagava 164 euro al mese. Zulfqar, durante un giorno di lavoro, si è impiccato alla trave di una serra. Negli ultimi due anni, nell’Agro Pontino, tra cocomeri, meloni, stelle di Natale, mozzarelle di bufala, si sono suicidati 10 braccianti. 150 lavoratori, negli ultimi tempi, hanno denunciato questo sfruttamento fatto anche di violenze fisiche: chi protesta viene preso a bastonate e scaricato davanti al pronto soccorso. A questi lavoratori va la nostra solidarietà umana e sociale. La nostra solidarietà non può andare invece agli operai che assemblano i cacciabombardieri F-35 a Cameri: operai che in questi giorni hanno minacciato di scioperare chiedendo di essere stabilizzati nel loro posto di lavoro. Il vostro precariato non ci interessa: chi produce strumenti di guerra, e quindi di morte, è complice dello sfruttamento e dell’oppressione verso altri lavoratori.

Le origini del Primo Maggio sono legate allo sciopero generale di Chicago del 1886 e alla conseguente condanna a morte di cinque anarco-sindacalisti. In loro onore il Primo Maggio è stato dichiarato “giorno di sciopero internazionale”.

Oggi imperano caporalato e precariato, ma la tensione etica per un nuovo modo di produrre e di vivere deve riprendere, fino a farsi prassi quotidiana.

Gli anarchici durante il fascismo

il Circolo Zabriskie Point presenta

la Mostra sugli antifascisti ed i resistenti anarchici allestita a cura dell’Anpi di Magenta

Gli anarchici durante il fascismo

L’opposizione degli anarchici durante il fascismo è stata istintiva e immediata fin dal primo manifestarsi dei fasci da combattimento.

L’esperienza degli Arditi del Popolo, le carceri, l’esilio, il confino in cui costituirono una vivace comunità seconda per numero solo a quella dei comunisti, la partecipazione alla rivoluzione spagnola del 1936, la resistenza armata contro i nazifascisti.

Su tutti questi temi la mostra che vedrete a Novara dal 25 al 27 aprile 2018 presso la saletta della Barriera Albertina in largo Costituente a Novara:

Orari apertura:

25 aprile, dalle 10.00 alle 12.30 e poi dalle 15.30 alle 19.00;

26 aprile, dalle 16.30 alle 19.30;

27 aprile, dalle 16.30 alle 19.30; – a seguire alle ore 21.00, ancora alla Barriera Albertina:

Franco Schirone parlerà degli antifascisti anarchici nel nord Italia ed in particolare nel Milanese