IL SONNO DELLA RAGIONE

IL SONNO DELLA RAGIONE

Sono 11 le denunce notificate alle/ai manifestanti novaresi da parte della Questura in seguito al corteo svoltosi a Novara il 18 marzo: un corteo che rivendicava la libertà di dissenso e intendeva protestare contro la Questura novarese perché essa aveva compiuto, nel recente passato, una serie di azioni volte a zittire l’opposizione sociale e a reprimere ogni forma di dissenso.
La manifestazione, lanciata da alcuni soggetti organizzati novaresi e alla quale hanno aderito e partecipato diverse realtà limitrofe, era stata organizzata in seguito a tre episodi che nei mesi precedenti avevano visto protagonista la Questura novarese, che è sembrata impegnata nel tentativo di inasprire le tecniche repressive a Novara.
Il primo episodio risale al corteo studentesco del 7 ottobre scorso, durante il quale gli studenti e le studentesse sono stat* caricat* e successivamente denunciat*, “colpevoli” di aver sottolineato, attraverso un cartello, la responsabilità delle forze dell’ordine nella morte di Stefano Cucchi. Anche l’8 ottobre, durante un presidio di solidarietà con la lotta del popolo curdo contro l’Isis e l’oppressione dello stato turco, gli agenti sono intervenuti per impedire l’esposizione di bandiere e simboli del PKK, partito curdo dei lavoratori. In seguito, ad alcun* manifestanti novaresi e torinesi sono state notificate altre denunce. L’ultimo episodio risale a febbraio, quando alcun* antifascisti novaresi sono stati fermati per aver espresso dissenso durante una lugubre marcia organizzata da un gruppo neofascista. Anche a questo atto sono seguite diverse denunce.
A seguito di questi tre gravi episodi repressivi è stato organizzato il corteo del 18 marzo, autorizzato dalla Questura e svoltosi regolarmente e pacificamente nonostante alcune provocazioni, messe in atto dalla Questura stessa, attraverso limitazioni e divieti incomprensibili, assurdi, imposti senza alcuna giustificazione.
Le 11 denunce ricevute dalle/dai alcun* manifestanti comportano capi d’accusa come radunata sediziosa, istigazione a disobbedire alle leggi e violenza o minaccia a pubblico ufficiale.
Nel denunciare con forza e determinazione il clima asfittico e oppressivo diffusosi a Novara, siamo consapevoli che le istituzioni italiane da anni rispondono alla crisi massacrando diritti sociali, reprimendo qualsiasi forma di resistenza e dissenso in atto e difendendo i lauti profitti di sfruttatori, speculatori e strozzini.
In questo senso emblematica è la recente legge Minniti (per la quale il nemico non è la povertà bensì i poveri), ultimo di una lunga serie di provvedimenti liberticidi.
Nel rivendicare la libertà di espressione e di dissenso esprimiamo solidarietà e vicinanza a tutt* le/i denunciati.

Osservatorio Novarese Sulle Nuove Destre

Presidio in solidarietà ai denunciati

Sabato 8 Luglio ore 16 in piazza Martiri della Libertà
Novara

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