“Non abbiamo
compreso che il risultato delle tecnologie nate negli anni della
corsa agli armamenti tra l’Unione Sovietica e l’occidente ha
portato all’uso della tecnologia satellitare non solo per i
sistemi di sorveglianza e di comunicazione, ma anche per
localizzare e seguire gli esseri umani, manipolando le frequenze
cerebrali con raggi laser diretti, raggi neurali, radiazioni
elettromagnetiche, onde sonar, radiazioni di radiofrequenza (RFR),
onde soliton, campi di torsione e con l’uso di queste o altri
campi di energia che formano le aree di studio per
l’astrofisica. Poiché le operazioni sono caratterizzate dalla
segretezza, sembra inevitabile che i metodi di cui siamo a
conoscenza, ossia lo sfruttamento della ionosfera, il nostro
scudo naturale, sono già superati quando iniziamo ad afferrare
le implicazioni del loro uso”. [estratto]
Per coloro che come noi sono stati formati con un approccio
psicoanalitico verso il paziente, che era caratterizzato dal suo
essere incentrato sul paziente stesso, e che riconosceva che lo
sforzo per capire il mondo dell’altra persona comportava la
consapevolezza che il trattamento era essenzialmente di
reciprocità e di fiducia, i criteri di diagnosi della
personalità schizoide dell’Associazione Americana di Psichiatria
sono sempre stati motivo di allarme.
La terza edizione (1987) del Manuale Diagnostico e Statistico
dei Disturbi Mentali (DSM) richiedeva che ci fossero almeno
quattro delle caratteristiche indicate per fare una diagnosi di
schizofrenia, ed una selezione approvata delle quattro poteva
essere: pensiero magico, telepatia o sesto senso; contatto
sociale limitato; linguaggio strano; e ipersensibilità alle
critiche. Dal 1994 il numero di caratteristiche qualificanti
richiesto è stato ridotto a due o più, incluse per esempio, le
allucinazioni e i sintomi ‘negativi’ quali l’appiattimento
emotivo o il linguaggio disorganizzato o incoerente – oppure
solo una [caratteristica], se le illusioni erano strane, o se le
allucinazioni consistevano in una voce che continuasse a
commentare il comportamento o i pensieri della persona. La
prossima edizione del DSM non è prevista fino al 2010.
Invece di un processo di classificazioni che portava
all’alienazione e spesso alla detenzione, all’internamento, e
alla medicazione con farmaci antipsicotici che alterano la
mente, molti psicoanalisti e psicoterapisti hanno pensato che
anche nei casi gravi di ritiro schizoide non perdevamo
necessariamente tempo se tentavamo di ripristinare la salute
mediante il difficile compito di districare le esperienze al
fine di comprendere la malattia. In questa maniera la
psicoanalisi nella sua forma più radicale è stata una critica
della società che non esercitava l’empatia immaginativa nel
giudizio della persona. Il lavoro di Harry Stack Sullivan,
Frieda Fromm-Reichmann, Harold Searles e di R.D. Laing – tutti
psichiatri e tutti ribelli contro le procedure convenzionali –
ha fornito un modo di lavorare con le persone molto diverso dal
modello psichiatrico, che sembrava incoraggiare la repressione
della malattia da parte della società malata creando un gruppo
nettamente distinto portatore della malattia stessa. Una volta
uno psichiatra in un ospedale psichiatrico mi ha detto
scherzando, con un po’ di verità, quando ho fatto un commento
sul numero di buste che portavano in giro all’interno
dell’ospedale molti pazienti sottoposti a medicazione, che
valutavano il progresso del paziente in termini di riduzione del
numero di buste. Tuttavia, troppo spesso è difficile credere,
quando si ascolta la storia di una vita, che lo “schizofrenico”
non stesse subendo gli effetti di essere stato reso, più o meno
inconsapevolmente il portatore, scrupolosamente nascosto, dei
mali della famiglia.
Per chi sente la propria mente andare in pezzi, l’essere messo
nella situazione stressante di un esame psichiatrico, anche se
lo psichiatra si afferma con gentilezza, la situazione della
procedura stessa della valutazione può essere ‘un modo efficace
per far diventare qualcuno pazzo, o più pazzo’ (Laing, 1985, p.
17). Ma se fare il resoconto di esperienze strane garantiva, più
o meno, una nuova bollatura o un giro in un reparto
psichiatrico, ci sono ancora altri motivi di indignazione per un
nuovo gruppo di persone sul metodo di diagnosi dei loro sintomi.
Viene imposta una sentenza doppiamente crudele agli individui
che sono vittime del più orribile abuso per mezzo di esperimenti
militari-scientifici, e la società totalmente incomprensiva
rimane indifferente alle loro prove. Perché lo sviluppo di una
nuova classe di armi ha ora la capacità di entrare nel cervello,
nella mente e nel corpo di un’altra persona con mezzi
tecnologici.
Imbrigliando le neuroscienze alla capacità militare, questa
tecnologia è il risultato di decenni di ricerca e
sperimentazione, in modo particolare nell’Unione Sovietica e
negli Stati Uniti. (Welsh, 1997, 2000) Non abbiamo compreso che
il risultato delle tecnologie nate negli anni della corsa agli
armamenti tra l’Unione Sovietica e l’occidente ha portato
all’uso della tecnologia satellitare non solo per i sistemi di
sorveglianza e di comunicazione, ma anche per localizzare e
seguire gli esseri umani, manipolando le frequenze cerebrali con
raggi laser diretti, raggi neurali, radiazioni
elettromagnetiche, onde sonar, radiazioni di radiofrequenza (RFR),
onde soliton, campi di torsione e con l’uso di queste o altri
campi di energia che formano le aree di studio per
l’astrofisica. Poiché le operazioni sono caratterizzate dalla
segretezza, sembra inevitabile che i metodi di cui siamo a
conoscenza, ossia lo sfruttamento della ionosfera, il nostro
scudo naturale, sono già superati quando iniziamo ad afferrare
le implicazioni del loro uso. I brevetti derivanti dal lavoro di
Bernard J. Eastlund forniscono l’abilità di mettere quantità
senza precedenti di energia nell’atmosfera terrestre in
postazioni strategiche e per mantenere il livello di iniezione
energetico, particolarmente se viene impiegata la pulsazione
casuale, in una maniera ben più precisa e meglio controllata di
quanto fosse possibile con i metodi passati, la detonazione di
dispositivi nucleari a vario rendimento e a varie altitudini.
(Rif. High Frequency Active Auroral Research Project, HAARP).
Alcuni brevetti ora di proprietà della Raytheon, descrivono come
provocare “esplosioni di portata nucleare senza radiazioni” e
descrivono sistemi a raggi di energia, impulsi elettromagnetici
e sistemi di scoperta sopra l’orizzonte. Un uso più inquietante
è il sistema sviluppato per manipolare e disturbare i processi
mentali dell’uomo usando radiazioni di radiofrequenza a impulsi
(RFR), e il loro impiego come un dispositivo per causare effetti
negativi sulla salute e sul pensiero umano. La vittima,
l’innocente civile, viene presa come bersaglio mobile ed è
incapace di sfuggire alla minaccia neanche spostandosi. I raggi
provengono dallo spazio. Le attrezzature HAARP come tecnologia
militare potrebbero essere usate per la trasmissione del
controllo mentale globale, come un sistema per manipolare e
disturbare i processi mentali umani usando frequenze radio
pulsate (RFR). Le superpotenti onde radio sono dirette verso la
ionosfera, riscaldando e perciò sollevando quelle aree. Le onde
elettromagnetiche rimbalzano indietro sulla terra e penetrano i
tessuti umani.
Il Dott. Igor Smirnov dell’Istituto di Psicocorrezione di Mosca,
dice “ È facile concepire che un qualche ‘Satana’ Russo, o
diciamo Iraniano – o un qualsiasi altro ‘Satana’, purché
possieda i mezzi e le risorse economiche necessarie, possa
introdursi in tutte le possibili reti di computer, in tutte le
possibili trasmissioni radio o televisive, con relativa facilità
tecnologica, persino senza dover scollegare i cavi… ed
intercettare le onde radio nell’etere e modulandoci qualunque
suggestione possibile. Per questo motivo tale tecnologia è
giustamente temuta”. (Documentario televisivo tedesco, 1998)
Se prima eravamo preoccupati per i criteri diagnostici imposti
secondo la classificazione di sintomi riconoscibili,
abbiamo adesso motivo di sottoporli ad uno scrutinio ancor più
rigoroso. Lo sviluppo, nelle ultime decadi dalla corsa agli
armamenti durante la Guerra Fredda ha compreso come maggiore
categoria strategica le armi psico-elettroniche, il cui fine
ultimo è di entrare nel cervello e nella mente. Non annunciata,
non discussa e in gran parte non riconosciuta dagli scienziati e
dai governi che la impiegano – la tecnologia per entrare
nelle menti e controllarle a distanza è stata lanciata su di
noi. I soli testimoni che parlano apertamente di questa
terribile tecnologia con le orribili implicazioni che comporta
per il futuro, sono le vittime stesse, e coloro a cui è stato
dato il compito di diagnosticare le malattie mentali stanno
cercando di metterle a tacere classificando le loro prove e i
loro resoconti come sintomi della schizofrenia, mentre coloro
che dispensano la mutilazione psichica e il dolore programmato
continuano con il proprio lavoro, sostenuti e senza incontrare
opposizione.
Se è sempre stato di cruciale importanza, a rischio
dell’internamento psichiatrico, di nascondere qualsiasi segno di
linguaggio confuso, negatività, freddezza, sospetto, strani
pensieri, sesto senso, telepatia, premonizioni, ma soprattutto
la sensazione che “qualcun altro può sentire quello che sento
io, e che qualcuno sembra commentare continuamente i tuoi
pensieri e il tuo comportamento”, allora riferire questo ad
uno psichiatra, e peraltro a chiunque non sia incline a credere
che cose come il controllo mentale possano esistere, segnerebbe
la fine della propria normalità e probabilmente della propria
libertà. Perché una delle caratteristiche salienti del controllo
mentale è proprio la voce che commenta, che replica così
esattamente, sicuramente non senza l’intenzione, i sintomi della
schizofrenia. Parte dello sforzo è di ricordare alle vittime che
sono costantemente sotto controllo o sorveglianza. I programmi
variano tra loro, ma le forme comuni di promemoria sono le
scosse elettriche [percepite come] ‘punzecchiature’ o
‘colpetti’, rumori corporei, crampi e fitte in tutte le parti
del corpo, battito cardiaco accelerato, l’esercitazione di
pressione sugli organi interni – il tutto con un sistema
personalmente codificato di commenti sui pensieri e sugli
eventi, finalizzato a creare stress, panico e disperazione.
Questo è il controllo mentale nella sua forma più benevola. Ci
sono motivi per temere l’uso dell’energia diretta per sferrare
attacchi letali sugli esseri umani, compreso l’arresto cardiaco
e le emorragie cerebrali.
È il sistema di segretezza del governo che ha facilitato questa
terrificante prospettiva. Ci sono state delle voci di
ammonimento. “… nel suo complesso il sistema di segretezza del
governo è tra le eredità più velenose della Guerra Fredda… la
segretezza della Guerra Fredda (che) ordina inoltre l’inganno
attivo… un manuale di sicurezza per programmi di accesso
speciali che autorizzano i contractor ad impiegare ‘storie di
copertura per mascherare le loro attività. L’unica condizione è
che le storie di copertura debbano essere credibili”. (Aftergood
& Rosenberg, 1994; Bulletin of Atomic Scientist). La paranoia è
stata aiutata e favoreggiata dalle agenzie di intelligence
governative.
Nel Regno Unito le fortificazioni contro ogni inquietante
barlume di consapevolezza di questi reali o potenziali oltraggi
ai diritti umani e degli abusi politici e sociali sembrano
essere inespugnabili. Con tanto di merlature, bastioni e
parapetti, la roccaforte della nescienza regna suprema.
Prendendo in prestito le parole di Sua Maestà la Regina in una
sua recente osservazione: “sono in gioco delle forze di cui non
siamo a conoscenza”. Non si può dire che non ci sia di mezzo
l’intelligence britannica, dato che sarebbe piuttosto
improbabile che l’esistenza della tecnologia non sia
informazione classificata. Infatti in molti sono convinti che le
donne che protestavano contro la presenza di missili da crociera
a Greenham Common siano state vittime di radiazioni
elettromagnetiche di frequenza gigahertz con armi ad energia
diretta, e che i loro sintomi, compresi il cancro erano coerenti
con tali effetti delle radiazioni come riportato dal Dott.
Robert Becker, che è stata una voce costante di ammonimento
contro i pericoli delle radiazioni elettromagnetiche. Il lavoro
di Allen Frey suggerisce che dovremmo considerare gli effetti
delle radiazioni come un grave pericolo, in quanto producono un
aumento della permeabilità della barriera ematoencefalica, e
indeboliscono le maggiori difese del sistema nervoso centrale
contro le tossine. (Becker, 1985, p. 286) Il Dott. Becker ha
descritto la risonanza magnetica nucleare come uno strumento
familiare in medicina conosciuto come imaging a risonanza
magnetica o (MRI). L’efflusso di calcio è il risultato della
risonanza ciclotronica, che può essere così spiegata: se una
particella carica o uno ione carico vengono esposti ad un campo
magnetico stabile nello spazio, incominceranno a muoversi con
una traiettoria circolare o orbitale perpendicolarmente rispetto
al campo magnetico applicato. La velocità con cui orbitano sarà
determinata dal rapporto tra la carica e la massa della
particella e dalla forza del campo magnetico. (Becker, 1990,
p.235) Le implicazioni di questo per l’aggressione su vasta
scala usando una combinazione di tecnologie radar e risonanza
nucleare vanno oltre l’ambito dell’autrice, ma sembrano meritare
una molto attenta considerazione da parte dei fisici per
valutare come potrebbero essere usati contro gli esseri umani.
Tuttavia nei circoli medici finora non è stato possibile per
l’autrice trovare un neuroscienziato, neurologo o uno psichiatra
o, peraltro, un medico di base che riconoscesse anche solo il
potenziale della manipolazione tecnologica del sistema
nervoso come un problema che richiedesse il loro interesse
professionale. C’è stata la stessa identica risposta da parte
degli esponenti più eminenti della professione legale, non
soprendentemente, perché le informazioni su questa tecnologia
non gli sono state rese note. Attribuirebbero un problema
psichiatrico a chiunque tentasse di riferire le molestie
mentali, ignorando il crimine che viene commesso.
Il nostro scopo qui non è di tracciare una storia
omnicomprensiva dello sviluppo delle tecnologie di controllo
mentale. Questo compito molto gravoso – che deve essere fatto in
circostanze della più estrema difficoltà, è stato già affrontato
con chiarezza e coraggio da altri, che vivono sotto costanti
minacce e pericolo, se non altro a causa dell’essere bollati con
disprezzo. Si può facilmente accedere al loro lavoro con i
riferimenti internet alla fine del presente saggio. Per una
descrizione ben documentata dello sviluppo storico della
tecnologia elettromagnetica il lettore dovrebbe fare riferimento
alle indicazioni sulla cronologia delle date e dello sviluppo
delle armi elettromagnetiche di Cheryl Welsh, presidente
dell’associazione Citizens against Human Rights Abuse. (Welsh
1997; 2001). Ci sono almeno millecinquecento persone in tutto il
mondo che affermano di essere state prese come bersaglio. Mojmir
Babacek, ora domiciliato nella Repubblica Ceca, suo paese di
origine dopo otto anni di residenza negli Stati Uniti negli anni
ottanta, ha redatto una ricerca estremamente puntuale su questa
tecnologia, che continua tuttora. (Babacek 1998, 2002)
In questa sede ci interessiamo di rafforzare nei termini più
decisi:
i) la necessità di prendere coscienza di tali abusi dei diritti
umani e di tali minacce alla democrazia, senza ulteriori
ritardi.
ii) di analizzare le ragioni per cui le persone potrebbero
difendersi dal prendere coscienza dell’esistenza di tali
minacce.
iii) di affrontare l’urgente necessità di intelligence,
immaginazione, ed informazione – nonché compassione – nel
trattare con le vittime della persecuzione per mezzo di questa
tecnologia, e
iv) di allertare una società dormiente sulle imminenti minacce
per la libertà rappresentate da operazioni fasciste e segrete,
che hanno in tutta probabilità ottenuto il controllo di armi
potenzialmente letali del tipo che stiamo descrivendo.
È necessario enfatizzare che al momento non esistono neanche i
mezzi, per le vittime di ottenere le cure mediche contro gli
effetti di questo attacco. Essendo negato loro il rispetto della
credibilità di essere usate come cavie umane, ed essendo portate
al suicidio dalla distruzione della loro vita, vengono trattate
come pazze – nella migliore delle ipotesi vengono considerate
dei ‘casi sfortunati’. Dato che la presenza permanente di un
‘altro’ nella propria mente e nel proprio corpo è per
definizione un atto della più intollerabile crudeltà, le persone
che sono costrette a sopportarlo, ma che si rifiutano di
lasciarsi spezzare da questo, non hanno altra scelta che
diventare degli attivisti, e consumano la loro vita nella
battaglia contro tali atrocità, le loro energie sono indirizzate
ad allertare ed informare il pubblico sulle forze malvagie che
operano nella società, cose di cui la gente non vuole sentir
parlare e che non vuole capire.
È necessario a questo punto riassumere alcuni tentativi – si
potrebbe dire i pochi preziosi tentativi – da parte dei pubblici
funzionari di verificare l’esistenza e i pericoli in questo
campo:
▪ nel gennaio 1998 è stato tenuto a Parigi un convegno pubblico
del Comitato Nazionale di Bioetica Francese. Il presidente
Jean-Pierre Changeux, un neuroscienziato dell’Istituto Pasteur
di Parigi, ha detto ai presenti che “i progressi dell’imaging
cerebrale rappresentano un immenso pericolo per l’invasione
della privacy. Sebbene la strumentazione necessaria sia ancora
altamente specializzata, diventerà una cosa comune, capace di
essere usata a distanza. Questo aprirà la strada agli abusi,
come l’invasione della libertà personale, il controllo del
comportamento e il lavaggio del cervello. Queste sono lungi
dall’essere questioni di fantascienza … e rappresentano un serio
pericolo per la società”. (“Nature” Vol 391, 1998)
▪ nel gennaio 1999 il Parlamento Europeo ha approvato una
risoluzione in cui chiede “una convenzione internazionale che
introduca una messa a bando a livello globale di tutti gli
sviluppi ed impieghi di armi che possano consentire qualunque
forma di manipolazione degli esseri umani. È nostra convinzione
che questa messa a bando non potrà essere attuata senza la
pressione globale sui governi da parte di un pubblico generale
informato. Il nostro maggiore obiettivo è comunicare al pubblico
generale la reale minaccia che queste armi rappresentano per
i diritti dell’uomo e per la democrazia e fare pressione sui
governi e sui parlamenti in tutto il mondo per attuare
legislature che proibiscano l’uso di questi dispositivi sia da
parte dei governi che delle organizzazioni private, nonché degli
individui”. (Sessioni Plenarie/Europarlamento, 1999)
▪ nell’ottobre 2001 Dennis J. Kucinich, membro del Congresso
degli Stati Uniti, ha introdotto una proposta di legge alla
Camera dei Rappresentanti che si sperava sarebbe stata di
estrema importanza nella lotta per denunciare e fermare la
sperimentazione del controllo mentale psico-elettronico sui
cittadini non volontari e non consenzienti. La proposta di legge
è stata riferita al Comitato per la Scienza e in aggiunta, al
Comitato per i Servizi Armati e le Relazioni Internazionali.
Nella proposta di legge originale veniva chiesta la messa a
bando delle ‘armi esotiche’, comprese le armi elettroniche,
psicotroniche o dell’informazione, le scie chimiche, i raggi di
particelle, le armi al plasma, la radiazione elettromagnetica,
la radiazione a frequenza estremamente bassa (ELF) e a frequenza
ultra bassa (ULF), o le tecnologie di controllo mentale.
Nonostante l’inclusione della proibizione di istallare armi
nello spazio, nonché di usare armi per distruggere o danneggiare
gli oggetti nello spazio, nella versione finale non c’è menzione
di alcuna delle già citate armi invasive della mente, né
dell’uso di tecnologie satellitari, radar o di altro tipo di
energia per utilizzare o sviluppare tecnologie per l’uso contro
la mente umana. (Space Preservation Act, 2002)
Nel passare in rassegna lo sviluppo dell’arte della tecnologia
invasiva della mente, vanno notati alcuni successi eccezionali:
Nel 1969 il Dott. José Delgado, uno psicologo di Yale, ha
pubblicato un libro: “Il controllo fisico della mente: verso una
società psicocivilizzata”. In essenza, ha fatto vedere con
dimostrazioni pratiche come, mediante l’ elettrostimolazione del
cervello che era stato mappato nelle sue relazioni tra i diversi
punti e le diverse attività, funzioni e sensazioni - mediante
l’elettrostimolazione, come potevano essere cambiati il ritmo
respiratorio e il ritmo cardiaco e le funzioni di gran parte
delle viscere e la secrezione della cistifellea. Sono state
indotte nelle persone sane le azioni di aggrottare le
sopracciglia, di aprire e chiudere gli occhi e la bocca, la
masticazione, lo sbadigliare, il sonno, le vertigini e le crisi
epilettiche. L’intensità delle sensazioni poteva essere
controllata girando la manopola, che controllava l’intensità
della corrente elettrica. Alla fine del libro afferma di sperare
che il nuovo potere rimanga limitato agli scienziati o ad alcune
elite caritatevoli a beneficio di una “società psicocivilizzata”.
Negli anni ’80 è stato sviluppato il neuromagnetometro,
che funziona come un’antenna e che potrebbe monitorare i pattern
che emergono dal cervello. (Negli anni ’70 gli scienziati
avevano scoperto che gli impulsi elettromagnetici consentivano
la stimolazione cerebrale attraverso il cranio ed altri tessuti,
quindi non c’era più il bisogno di impiantare elettrodi nel
cervello). L’antenna combinata al computer, era in grado di
localizzare i punti del cervello ove si verificano gli eventi.
L’intero prodotto è conosciuto come magnetoencefalografo.
Nel gennaio 2000 il dott. John D. Norseen, l’ingegnere della
Lockheed Martin è stato citato dire che sperava di far diventare
realtà l’elettroipnomentalofono, una macchina per la
lettura del pensiero (US News and World Report, 2000). Norseen,
un ex pilota della marina americana, dice che il suo interesse
per il cervello è nato dalla lettura di un libro sovietico negli
anni ’80 che sosteneva che la ricerca sulla mente avrebbe
rivoluzionato le forze militari e la società in genere. Mediante
un processo di decifrazione dell’attività elettrica del
cervello, gli impulsi elettromagnetici stimolavano la secrezione
di neurotrasmettitori per combattere le malattie, facilitare
l’apprendimento, o alterare le immagini visive nella mente,
creando una ‘realtà sintetica’. Con questo processo di
Biofusione, (Lockheed Martin, 2000) le informazioni vengono
messe in un database e viene creato un modello composito del
cervello. Visualizzando le immagini cerebrali registrate
mediante una macchina per la risonanza magnetica (funzionale),
fMRI, gli scienziati sono in grado di risalire a cosa stava
facendo il soggetto al momento della registrazione – per esempio
se stava leggendo o scrivendo, e sanno riconoscere le emozioni
dall’odio all’amore. “Se questa ricerca avrà successo” ha detto
Norseen “si potrà iniziare a manipolare quello che una persona
pensa prima ancora che se ne renda conto”. Ma Norseen dice di
essere ‘agnostico’ in merito alle ramificazioni morali, e che
non è uno scienziato pazzo – ma uno scienziato appassionato. “Le
questioni etiche non mi riguardano”, dice “ma dovrebbero
riguardare qualcun altro”.
Sembra che la prossima grossa scoperta sarà qualcosa che potremo
chiamare un neurocomputer, ma non dovrà necessariamente
assomigliare ad un computer portatile – potrà essere riducibile
a qualsiasi dimensione che sia conveniente per l’uso, come un
piccolo telefono portatile. Nato dai progressi dei fenomeni
parapsicologici e dallo sfruttamento degli stessi, potrà essere
modellato sull’attività nervosa e psichica cerebrale – ossia
come un sistema non bilanciato ed instabile di
neurotrasmettitori e di neuroni interagenti, un lavoro derivante
dalla creazione della copia di un cervello vivente – cui si ha
avuto accesso per caso, e dalla PES [percezione extrasensoriale]
e su cui è stato portato avanti un lavoro secondo un progetto.
Ricevuta comunicazione da parte dell’autrice in merito alla
fattibilità di una macchina già all’orizzonte che, basata sulla
raccolta delle onde elettromagnetiche emanate dal cervello
trasmetterebbe le stesse al cervello di un altro, che leggerebbe
i pensieri della persona, o che usando la stessa procedura
potrebbe imporre i pensieri di qualcun altro sul cervello di
un’altra persona dirigendo in tale modo le sue azioni – c’è
stata una risposta inequivocabile da parte dell’IBM a livello
esecutivo che non esisteva una tecnologia che consentisse la
creazione di tale computer nell’immediato futuro. Questo
risultato è piuttosto discrepante con l’individuazione di un
brevetto numero 03951134 nelle pagine internet della rete della
proprietà intellettuale dell’IBM in merito ad un dispositivo,
descritto nel brevetto, capace di intercettare a distanza le
onde cerebrali di un individuo, di elaborarle al computer e di
emettere onde di correzione che andranno a cambiare le onde
cerebrali originarie. Lettere simili indirizzate a ciascuno dei
quattro più alti dirigenti della Apple Inc., in quattro buste
individuali specificamente per la loro personale attenzione, non
hanno avuto alcun riscontro. Compreso l’ex vice presidente degli
Stati Uniti Al-Gore, nuovo eletto del consiglio di
amministrazione della Apple.
Ci sono state abbastanza persone, sufficientemente preoccupate
dai resoconti delle vittime del controllo mentale da organizzare
il Forum di Ginevra nel 2002, un’iniziativa congiunta
dell’Ufficio delle Nazioni Unite di quacchero, di Ginevra;
dell’Istituto di Ricerca delle Nazioni Unite sul Disarmamento;
del Comitato Internazionale della Croce Rossa, dell’associazione
Human Rights Watch (USA) e dell’associazione Citizens against
Human Rights Abuses (CAHRA); e del Programma per gli Studi
Strategici e di Sicurezza Internazionale, che è stato
rappresentato da un professore emerito del Dipartimento degli
Studi per la Pace dell’Università di Bradford.
In Inghilterra il 25 maggio 1995 il quotidiano britannico
Guardian ha pubblicato un articolo basato sul resoconto di Nic
Lewer, il ricercatore sulla pace dell’Università di Bradford,
che ha elencato “più di 30 differenti linee di ricerca sulle
‘armi della nuova epoca’…” parte della ricerca sembra ancor meno
razionale. Ci sono, secondo Lewer programmi per ‘raggi a impulsi
di microonde’ per distruggere gli apparati elettronici del
nemico, e programmi separati per raggi sonori a frequenza molto
bassa per indurre vomito, spasmi intestinali, crisi epilettiche
e anche per sgretolare la muratura”. Inoltre come afferma
l’articolo “ci sono programmi di ‘controllo mentale’ con l’uso
di ‘messaggi di psicocorrezione’ trasmessi con stimoli
subliminali audio e visivi. C’è anche un piano per le ‘armi
psicotroniche’ – a quanto pare la proiezione della coscienza in
altri luoghi – nonché un altro programma per usare la proiezione
olografica per disseminare propaganda e disinformazione”.
(Welsh, Timeline) A parte tale notevole eccezione è
difficile trovare dichiarazioni pubbliche sul problema nel Regno
Unito.
Sfortunatamente il problema della credibilità non termina
necessariamente con la frequente menzione [del problema] dato
che negli Stati Uniti, nonostante il numero di casi riportati
non c’è ancora un pubblico sufficiente per portare avanti una
protesta sostenuta non solo contro quello che sta già
succedendo, ma anche contro quello che succederà se lasciato
senza controlli. Pare che l’amministrazione creda che sia
necessario e giustificabile, nell’interesse della sicurezza
nazionale, fare esperimenti sacrificali sugli esseri umani,
avere sfortunatamente delle vittime, danni collaterali, subire
perdite anziché conflitti o guerre. Questo è ovviamente del
tutto incompatibile con qualsiasi dichiarazione di essere una
nazione democratica che rispetta i valori della vita umana e
della democrazia, e una tale amministrazione che addestra i suoi
servi nei modi di tali torture barbare deve essere condannata
come del tutto incivile e ipocrita.
L’incredulità come meccanismo di difesa
Di fronte alla generale incredulità in merito al controllo
mentale, sembra opportuno analizzare la base dei meccanismi
impiegati per mantenere l’incredulità:
i) negli anni sessanta, i dissidenti sovietici hanno ricevuto
una notevole dose di compassione e di protesta indignata da
parte delle democrazie occidentali in merito al loro
trattamento, in modo particolare sull’abuso dei metodi
psichiatrici di tortura a cui erano stati assoggettati. Va
notato che sembriamo in grado di accedere alla credibilità, di
esprimere sentimenti di sostegno e indignazione quando possiamo
identificarci con le vittime, che condividono e sostengono il
nostro stesso sistema di valori, e che, in questo particolare
caso storico, rafforzavano i nostri stessi valori, dato che
protestavano contro un sistema politico che in quel momento ci
stava anche minacciando. Psicologicamente parlando, è ugualmente
importante osservare che il sostegno da una distanza sicura, e
che il beneficio per la psiche dell’attacco al ‘padre-cattivo’
diviso, in questo caso le autorità sovietiche, non presenta
minacce al proprio sistema interno; al contrario dà sollievo
alle pressioni interne. D’altro canto, riconoscere e denunciare
un reato simile richiede uno sforzo psicologico molto maggiore
quando ci porta in conflitto con il nostro stesso ambiente, la
nostra stessa sicurezza, la nostra stessa realtà. La difesa
contro la disillusione serve a sopprimere la paranoia che la
nostra figura paterna, il presidente, il primo ministro, o i
nostri governi possano non essere come vorrebbero sembrare.
ii) La necessità di depositare l’invidia distruttiva e i
sentimenti negativi altrove, per l’incapacità dell’io di
appropriarsene – rafforza l’utilità delle persone o dei gruppi
che serviranno a contenere quei sentimenti alienati e proiettati
[all’esterno] che suscitano le ansie paranoiche. I concetti di
invasione mentale colpiscono dritto al cuore dell’ansia
paranoica, causando considerevoli sforzi per allontanarli dalla
psiche. L’identificazione inconscia della pazzia con la
sporcizia o con l’escremento è un aspetto importante della
regressione anale, che suscita l’identificazione proiettiva come
difesa.
iii) Aprire se stessi e credere che una persona stia
attraversando l’esperienza di essere invasa mentalmente e
fisicamente da un manipolatore invisibile richiede immensi
sforzi per gestire il terrore.
iv) La difesa contro ciò che è sconosciuto trova espressione
nella spaccatura tra teoria e pratica; tra lo scienziato come
innovatore e la società che può prendere decisioni morali in
merito alle sue invenzioni; tra i fatti e la fantascienza,
quest’ultima può presentare sfide assurde all’immaginazione
senza indebite minacce, perché serve a rafforzare la separazione
dal reale.
v) L’identificazione con l’aggressore. Le fantasie sadiche,
consce o inconsce, trasferite sull’aggressore e con cui ci si
identifica, coadiuvano la repressione della paura della
passività, o il terrore della punizione. L’azione di questo
meccanismo è di negare credibilità alla vittima che rappresenta
la debolezza. Questa è una caratteristica comune delle sette
sataniche.
vi) La tradizione umanista liberale che nega le peggiori
capacità distruttive dell’uomo nello sforzo di sostenere la
credenza nella grande continuità della tradizione culturale e
scientifica; la paura nel proprio sviluppo passato di non essere
‘in continuità’, può produrre l’effetto psichico dell’inversione
nell’opposto per schermare i sentimenti aggressivi. Questo
diventa allora la celebrazione esagerata del ‘nuovo’ come
affermazione del genio umano che alla fine sarà per il bene
dell’umanità, e che si oppone alle voci di ammonimento sui
progressi scientifici [percepite] come pessimiste, oscurantiste,
non progressiste e luddiste. La stretta aderenza a questa
posizione liberale può funzionare da ipercompensazione per
timore di rovinare per invidia le cose buone possedute, ossia i
beni culturali ed intellettuali.
vii) La negazione attraverso lo spostamento viene inoltre
impiegata per ignorare gli effetti dannosi della tecnologia.
Tutto ciò che potrebbe essere dannoso per la libertà e per il
bene della società può essere mascherato e nascosto con la
distribuzione di cose nuove e divertenti. La stessa tecnologia
che ti mette una telecamera nello stomaco per scopi medici,
viene anche usata per limitare la tua libertà con la
sorveglianza. I fornitori della tecnologia innovativa inventano
tutti i nuovi tipi di gadget, che distolgono, intrattengono e
nutrono il bisogno di acquisto dei consumatori insaziabili, e
sostengono l’economia. Il motivo [della canzone] “Everything’s
up to date in Kansas City” svela il lato negativo solo quando
l’esperienza individuale – ad esempio le protesi mammarie che
esplodono - toglie la doratura alla pillola. Per ogni
innovazione a scopo malefico (ossia progettata per danneggiare e
distruggere) può essere promosso un qualche “utile” (per esempio
distogliere o intrattenere il pubblico) per profitto o per
accontentare le masse.
viii) la Nasa sta lanciando una navicella spaziale su Marte, o
così ci dicono. Hanno in programma di muoversi sulla superficie
di Marte alla ricerca di segni di acqua e vita. Non sentiamo
voci discordi in merito alla fattibilità di questo.
Perché se una persona dice che la sua mente viene sovvertita e
che viene perseguitato con un metodo invisibile di tecnologia
invasiva non riusciamo a credergli? Potrebbe essere che il senso
di orrore derivante dalla necessaria identificazione empatica ci
faccia chiudere le porte? Al contrario, l’esperienza condivisa
del far esplodere gli oggetti nello spazio porta con sé le
possibilità della potenza condivisa, ovvero il sollievo che
risuona nell’inconscio di un’enorme proiezione o evacuazione –
un’esperienza condivisa che viene benedetta nel nome del genio
scientifico umano.
ix) Il desiderio di ‘non essere ingannato’, di non essere preso
in giro è uno dei meccanismi più potenti e comuni contro la
credibilità.
Il potere, la paranoia e i governi malati
L’abilità di essere il detentore e il contenitore di tanto
potere senza soccombere alle pressioni delle psicosi
narcisistiche latenti è una questione troppo poco considerata.
L’effetto di detenere il potere e l’aspettativa, nonché la
necessità di essere visto come capace di sostenerlo, se non di
esercitarlo, incoraggia l’onnipotenza di pensiero. Di
conseguenza può prevalere una sopravvalutazione narcisistica dei
processi mentali del soggetto. Nello sforzo di mantenersi
possessore, contenitore ed esecutore del potere, questo (o
questa) potrà anche andare incontro ad un processo di divisione
che gli consentirà, insieme agli altri, di essere l’affascinato
testimone di se stesso in questo illustre ruolo. Questo può
voler dire che il seggio dell’autorità viene lasciato vuoto per
lo meno certe volte. Il processo di divisione tra l’io che prova
l’esperienza e l’io che percepisce consente al leader potente di
alternare la sua percezione di se stesso da dentro e da fuori di
sé, talvolta da accanto a sé. Con la riconferma di se stesso da
parte degli altri come proprio oggetto narcisistico, il
riscontro con la realtà è forzato. Sotto questo aspetto ha molto
in comune con l’altra figura potente dell’epoca, la stella del
cinema o chi, usando le parole di Freud viene “rovinato dal
successo”.
In un mondo che affronta la crescente disillusione sul divario
tra le piattaforme pubbliche su cui vengono eletti i governi e
le evenienze e il lato pratico della conservazione delle
strategie di difesa e degli investimenti economici , il ruolo
dei militari e dei reparti dell’intelligence, con i loro
rispettivi strumenti di dominio e infiltrazione segreta, è
sempre più allarmante. Non responsabili di fronte al pubblico,
protetti dall’esposizione [personale] e dai procedimenti
giudiziari in virtù della loro immunità, con la licenza di
mentire e anche di uccidere, stanno proprio nelle mani di questi
agenti le gravi minacce per i diritti umani e la libertà.
Autorizzati ad effettuare aggressioni attraverso la
sperimentazione classificata di armi che è impossibile da
intercettare, questi uomini e queste donne sono inoltre
possibili prede della corruzione con offerte lucrative e
incentivi economici da parte di gruppi malvagi e potenti, che
possono utilizzare le loro competenze, la loro conoscenza e la
loro esperienza privilegiata per scopi francamente criminali e
fascisti.
Le informazioni a nostra disposizione sui profili psicologici di
coloro che vengono impiegati per praticare la sorveglianza sugli
altri sono limitate, ma non è difficile immaginare gli effetti
sulla personalità che deriverebbero dalla pratica persistente di
tale occupazione, così costantemente esposta alle perversioni.
Se ne intuisce qualcosa qua e là. Nel suo libro sulla ricerca
sul controllo mentale della CIA (Marks, 1988) John Marks cita
una battuta di un collega della CIA (sempre rivelatrice dei
tratti della personalità): “Se potessi trovare la radiofrequenza
naturale dello sfintere di qualcuno potresti farlo correre fuori
dalla stanza davvero velocemente”. (Ci si chiede se suscita
altrettanto divertimento l’abilità di applicare, ad esempio
degli infrasuoni sopra i 130 decibel, che si dice provochino
l’arresto cardiaco, secondo quanto letto da una
vittima/attivista in una relazione per il parlamento russo).
Lasciati in balia di se stessi questi servi dello stato potranno
ben sentirsi esenti dal processo di autoscrutinio morale, ma il
lavoro deve essere disumanizzante tanto per il predatore quanto
per la preda. Probabilmente è vero che è stata la necessità di
controllare gli agenti sul campo l’incentivo per sviluppare i
metodi oggi in uso. Ma è anche un addestramento effettivamente
brutalizzante per perseguitare gli altri. Nel frattempo
l’oggetto, la preda, nel tentativo non solo di sopravvivere ma
anche nello sforzo disperato di ammonire i suoi compagni su
quello che sta succedendo, cerca di diventare un esperto di
fisica dei quanti, un ricercatore politico, un detective legale,
un attivista, un neurologo, uno psicologo, un fisiologo – il
dottore di se stesso, dato che non può conoscere quali effetti
potrà avere questo trattamento pazzo sul suo corpo, né tantomeno
sulla sua mente. Ci sono sempre nuovi metodi da provare che
possono rendersi utili nella ricerca di nuovi modi per
disabilitare e distruggere gli opponenti – iniettare l’aria nel
cervello e nei polmoni, laser per scaraventare a terra o
accecare, raggi di particelle, onde sonar, o una qualunque
combinazione di energie per dirigere, destabilizzare o
controllare.
La scienza e lo scetticismo
Gli scienziati possono essere comprati non solo dai governi, ma
anche da società segrete e sinistre. Le università possono
essere finanziate dai governi per sviluppare tecnologie per usi
inammissibilmente disumani. Le stesse persone che realizzano le
armi – forse scienziati ed accademici rispettati – potranno
citare il lato accettabile delle loro scoperte scientifiche, che
sono state sviluppate mediante la sperimentazione su persone
misconosciute e sfortunate. In forma ripulita, sono allora
possibilmente celebrate come dei passi avanti per la
comprensione delle leggi naturali dell’universo. Non è
implausibile che avendo prodotto i mezzi tecnologici per la
distruzione, l’innovatore e pensatore proceda, in altra veste, a
ricevere il suo premio Nobel. Ci sono scienziati che si sono
rifiutati di continuare a lavorare quando sono stati contattati
dai rappresentanti della CIA e dei sovietici. Sono questi i veri
eroi della scienza.
Nella lotta per il potere, è fondamentale impadronirsi per primo
dell’ultima tecnologia per la lettura e il controllo della
mente. Come per la bomba nucleare, la proprietà comune
sembrerebbe ovviamente cancellare il vantaggio del possesso, ma
c’è sempre una gara per essere i primi a possedere gli ultimi
mezzi di distruzione di massa. La forma più desiderabile è
quella che può essere diretta agli altri senza venirne
contemporaneamente contaminati – una che non può essere
intercettata e che può essere utilizzata in modo ordinato,
economico e strategico. Saremmo sciocchi ad escludere le
organizzazioni segrete, vedendo le minacce solo dei paesi non
democratici e dei gruppi terroristici conosciuti.
Come consumatori in un mondo dove lo shopping è sempre di più la
maggiore attività di svago, dovremmo preoccuparci di essere
vigili sui modi in cui possa essere stato sacrificato il
benessere dell’uomo per produrre un fantastico nuovo gadget.
Potrà essere motivo di festeggiamento per l’’innovatore’, ma
prodotto come risultato dell’intercettazione e dello
sfruttamento dei processi neurali di cavie forzate viventi. Se
ci preoccupiamo di non mangiare le uova di galline allevate in
batteria, potremmo considerare moralmente non irrilevante di
sottoporre a scrutinio le grandi corporazioni che producono
‘software’ elettronicamente innovativo. Dovremmo parimenti fare
attenzione alla banale attrattiva di agenzie matrimoniali che
propongono di trovare il partner ideale mediante la
compatibilità delle frequenze cerebrali e dei ‘bioritmi’.
Non ne sappiamo abbastanza sull’origine di queste tecnologie, né
sappiamo come valutarle da un punto di vista etico. Non ne
conosciamo gli effetti per il futuro, perché non siamo
propriamente informati. Se i governi continueranno a nascondere
le potenzialità dei loro armamenti nell’interesse della difesa,
lasceranno anche i loro cittadini senza il potere di protestare
contro l’uso di tali armi. E in modo ancor più allarmante,
lasceranno esposti i loro stessi cittadini all’uso di armi da
parte di organizzazioni spietate le cui preoccupazioni sono
l’esatto opposto della democrazia e dei diritti umani.
Di nuovo nel Regno Unito
Nel frattempo, di nuovo in Inghilterra il professor Colin
Blakemore, direttore del Centre for Cognitive Neuroscience di
Oxford nonché l’eletto capo esecutivo del Medical Research
Council scrive all’autrice che “… non conosce tecnologie
(neanche nelle speculazioni più azzardate dei neuroscienziati)
per effettuare la scansione e la raccolta di ‘dati neurali’ a
distanza”. (Blakemore, 2003) Questa certezza è in netta
contrapposizione ai timori di altri scienziati in Russia e negli
Stati Uniti, e non per ultimo anche del già citato
neuroscienziato francese Jean-Pierre Changeux del Comitato di
Bioetica Francese (vedere pag. 5) È anche evidentemente in
conflitto con quanto ha scritto il dottor Michael Persinger del
Laboratorio di Neuroscienze Comportamentali della Laurentian
University, Ontario, in Canada. Nel suo articolo “Sulla
possibilità di accedere direttamente a qualunque cervello umano
mediante l’induzione elettromagnetica di algoritmi” (1995)
descrive i modi in cui possono essere superate le differenze
individuali tra i cervelli umani e arriva alla conclusione sulle
possibilità tecnologiche di influenzare la maggior parte dei
circa sei miliardi di abitanti di questo pianeta senza la
mediazione attraverso le classiche modalità sensoriali, ma
mediante la generazione dell’induzione elettromagnetica di
algoritmi fondamentali nell’atmosfera. Il lavoro del dottor
Persinger è stato citato dal capitano John Tyler, la cui ricerca
per le forze aeree dell’esercito americano e per i programmi
aerospaziali paragona il sistema nervoso umano ad un ricevitore
radio. (1990)
Molto recentemente il principale programma radio settimanale
della BBC ha avuto tra i suoi ospiti l’eminente astrofisico e
astronomo Sir Martin Rees, che ha pubblicato da poco il suo
libro “Our Final Century”, in cui dimostra la sobria e ragionata
teoria che con una probabilità del cinquanta per cento milioni
di persone, probabilmente in un ‘paese del terzo mondo’
potrebbero essere annientate nel futuro prossimo mediante la
biotecnologia e il bioterrorismo – “per errore o con dolo”. Ha
detto che questa devastazione potrebbe possibilmente arrivare da
piccoli gruppi o sette basati negli Stati Uniti. “…pochi
individui con la tecnologia giusta per scatenare l’inferno
assoluto”. Ha inoltre detto che in questo secolo, la natura
umana non è più un bene fisso, e che forse dovremmo contemplare
la possibilità che gli esseri umani avranno persino impianti nel
cervello.
Gli altri ospiti del programma erano entrambi preoccupati con
Shakespeare, uno era un produttore teatrale e l‘altro un critico
di Shakespeare, mentre l’ospite rimanente era una donna giovane
che aveva un sito web chiamato “Spiked”, il cui tema attuale era
l’Attacco di Panico, o meglio l’Attacco al Panico. Questa ospite
si è opposta con vigore a quello che considerava il pessimismo
di Sir Martin, ritenendo che le sue idee erodessero
essenzialmente la fiducia inducendo il panico. Una reazione di
questo tipo sembra esemplificare uno dei modi per gestire la
minaccia e l’ansia, e dimostra le difficoltà che una voce di
ammonimento, persino da parte di un uomo di distinzione
accademica come Martin Rees, incontra nell’allertare le persone
in merito a quanto non vogliono sentirsi dire. Questa reazione
di fuga è stata rinforzata dal presentatore che ha riassunto la
discussione della mattina al termine del programma con le
parole: “Abbiamo la moralità! Meno panico, più Shakespeare!”.
Il nuovo barbarismo
Poiché l’accesso ad una macchina per la lettura del pensiero
consentirà all’operatore di accedere alle idee di un’altra
persona, dovremmo prepararci ad un nuovo ordine mondiale in cui
le idee saranno, come dire, liberamente fruibili. Senza dubbio i
contenuti della mente di un’altra persona verranno scavati,
estratti, e ne verrà fatta una cernita come se l’evento fosse
una specie di mercatino dell’usato. Gli avvocati dovrebbero
pertanto considerare molto giudiziosamente le leggi sulla
proprietà intellettuale al fine di agire con un qualche grado di
autenticità. Dovremmo abituarci alla prospettiva che potremmo
riconoscere il nostro proprio lavoro uscire dalla bocca di
qualcun altro. La prospettiva di frodi su ampia scala, e di
qualcuno che posa con i tuoi abiti rubati non sarà una bella
cosa da vedere. Il termine “potenziamento mentale personale” per
prendere in prestito un termine usato dal co-direttore del
Center for Cognitive Liberty and Ethics, si sta insinuando
furtivamente e viene attuato attraverso la coercizione mentale
tecnologicamente indotta – il saccheggio e lo stupro della
mente. Al posto della cocaina, o in aggiunta ad essa, potremmo
aspettarci di vedere spettacoli di “potenziamento mentale” in
“diretta” televisiva.
La coraggiosa neoscienza della neuropsichiatria e della
mappatura cerebrale spera di trovare molto presto, con la
risonanza magnetica funzionale – questo “gioco nuovo di zecca su
cui gli scienziati stanno lavorando” – “la macchia dell’amore” e
“la macchia del senso di colpa” (BBC Radio 4: All in the Mind, 5
marzo 2003). Presto potremo ordinare una scansione cerebrale per
chiunque esibisca un comportamento che ci pare strano o
bizzarro, e le vicissitudini di tutta una vita non ci
preoccuperanno più per le nostre valutazioni diagnostiche. Nelle
recenti Reith Lectures per la BBC (2003) il professor
Ramachandran, il celebrato neuroscienziato dell’Istituto La Hoya
di San Diego, in California, ci ha dimostrato molte cose
affascinanti che può fare il cervello. Ci ha parlato di
disordini della personalità e ha mostrato come alcuni pazienti,
che hanno subito danni cerebrali a seguito di traumi cranici non
hanno la capacità di riconoscere le proprie madri. Altri sentono
che sono morti. E certamente ha riscontrato delle lesioni
cerebrali in queste persone. Facendo un salto enorme e
apparentemente senza sforzo, l’entusiastico autodidatta sta ora
sperando di provare che tutti gli schizofrenici presentano
lesioni dell’emisfero cerebrale destro, che comportano come
risultato l’inabilità di distinguere la fantasia (sic) dalla
realtà.
Dato che il professor Ramachandran parla della schizofrenia come
di negazione della malattia, oppure di agnosia, non è
chiaro e sarebbe interessante sapere se una persona con trauma
cranico è stata consapevole o non consapevole del trauma
cranico. E inoltre il paziente riceve conforto e una maggiore
possibilità di riacquisire il senso della realtà quando viene
informato della lesione? Si sente meglio quando ha ascoltato la
diagnosi? E come dovrebbero sentirsi gli psicoanalisti – e gli
psichiatri – con anni alle spalle del trattamento di persone
delle cui lesioni cerebrali erano assolutamente inconsapevoli? È
stata negligenza grave? Ci illudevamo del tutto nel percepire un
recupero per buona parte di queste persone?
È tuttavia deplorevole che un neuroscienziato con un professato
interesse per la comprensione della schizofrenia debba cercare
di fornire un leggero sollievo al suo pubblico facendo battute
sugli schizofrenici, che sarebbero persone “convinte che la CIA
gli abbia impiantato dispositivi nel cervello per controllare i
loro pensieri e le loro azioni, o che gli alieni li stiano
controllando”. (Reith Lecture, n. 5, 2003)
C’è un nuovo desiderio di concretizzazione. La ricerca
del significato è stata rimpiazzata dalla necessità di prove
schiaccianti. Se non si accende la lampadina o non tornano i
conti non ha validità. Il medico della mente è diventato
chirurgo. “Ha trovato una massa grande quanto un pompelmo!”
Affrontare il terrore e la paura del perturbante
Freud credeva che l’esplorazione del perturbante sarebbe stata
la direzione principale dell’esplorazione della mente di questo
secolo. La paura del perturbante ci ha accompagnato per molto
tempo. Il malocchio, o il terrificante doppio, o l’intruso, sono
un tema familiare nella letteratura, particolarmente nel libro
di Joseph Conrad “Il compagno segreto”, e nella novella di
Maupassant “Le Horla”. L’analisi del perturbante ha riportato
Freud indietro alla vecchia concezione animistica dell’universo:
“…sembra che noi tutti nella nostra evoluzione individuale,
abbiamo attraversato una fase corrispondente a questo animismo
negli uomini primitivi, che questa fase non sia stata superata
da nessuno di noi senza lasciarsi dietro residui e tracce ancora
suscettibili di manifestarsi, e che tutto ciò che oggi ci appare
'perturbante' risponda alla condizione di sfiorare tali residui
di attività psichica animistica e di spingerli ad
estrinsecarsi”. (Freud: 1919. pag. 362)
Anche la separazione al momento della nascita, e la paura
infantile dei ‘fantasmi notturni’ lasciano le loro tracce in
ciascuno di noi. L’esperienza individuale di essere solo nella
propria mente – il destino solitario dell’uomo, che non è mai
stato messo in dubbio prima d’ora e su cui si basa l’intera
storia dell’educazione civilizzata – è ora presa direttamente
d’assalto. Dato che la crescita è in gran parte sinonimo di
accettazione della propria solitudine, lo sforzo di alleviarla è
alla base della compassione e della protezione degli altri; è la
matrice del bene più grande, quello della bontà umana comune ed
è al centro del potere comunicativo della grande arte. Anche se
dobbiamo tutti vivere e morire soli, possiamo per lo meno
condividere questa conoscenza attraverso atti di tenerezza che
compensano al nostro stato solitario. In tempi di smarrimento e
di esaurimento nervoso la durezza di questa solitudine si fa
sentire ancora più. Il miglior sforzo costruttivo sociale e di
gruppo è di calmare le ansie psicotiche, che sono alla base di
ciascuno di noi e che possono essere provocate in condizioni
sufficientemente estreme.
L’ingresso tecnologico e calcolato nella mente di un’altra
persona è un atto di barbarismo monumentale che oblitera – forse
giocherellando con qualche tasto – la storia e la civilizzazione
dello sviluppo mentale dell’uomo. È più che un abuso dei diritti
umani, è la distruzione del significato. Per chiunque sia
costretto all’inferno del vivere con uno stupratore invisibile
della mente lo sforzo per rimanere sano è oltre il limite della
sopportabilità. La capacità immaginativa di una mente comune non
può comprenderne l’orrore. Abbiamo tentato di rassegnarci agli
esperimenti dei nazisti nei campi di concentramento. Adesso
abbiamo di fronte la prospettiva del controllo sistematico
autorizzato da uomini che danno istruzioni attraverso
comunicazioni satellitari per la distruzione delle società
mentre guidano le nuove Jaguar e Mercedes e vanno all’opera.
Tutto questo è essenzialmente un modo di umiliare e di
annichilire. È una manifestazione di rabbia espressa da coloro
che temono l’impotenza con un terrore tale che tutti i loro
sforzi sono protesi ad evirare e distruggere il terrificante
rivale delle loro fantasie inconsce. In questa apocalisse della
mente la figura punitiva sorge come dalle viscere del palco
dell’opera, e questa fantasmagoria viene espressa su scala
globale. Questi uomini potrebbero essere abbastanza pazzi da
credere che stanno creando un “ordine mondiale psicocivilizzato”.
Per chiunque abbia studiato i bambini che hanno subito abusi,
ricorda più un “re-enactment” dall’inconscio, rafforzato da una
vita senza la capacità dell’identificazione empatica, delle
oscenità subite o perpetrate dai bambini negli asili selvaggi.
Le altre persone, che per loro erano come dei giocattoli di
Action Man da fare a pezzi, o come delle barbie da violare,
perdono il significato della loro umanità come tante immagini
pixellate sullo schermo.
Se l’ingresso in una mente con la forza è osceno per
definizione, una valutazione abbreviata degli effetti descritti
dalle persone invase mentalmente testimonia la natura perversa
degli esperimenti. Vengono emessi strani rumori dal corpo, un
corpo abbastanza conosciuto dal suo proprietario che può
riconoscerli come estrinseci; viene pompata aria fuori e dentro
agli orifici come con una pompa da bicicletta. Gradualmente il
repertorio viene ampliato – fitte e spasmi agli occhi, al naso,
alle labbra, strani tic, dolori alla testa, fischi nelle
orecchie, ostruzioni nella gola, pressione sull’intestino e
sulla vescica che provoca l’incontinenza; formicolii alle dita
delle mani, ai piedi, peso sul cuore, peso durante la
respirazione, vertigini, problemi oculari che portano alle
cataratte; eccessiva lacrimazione o secrezione delle mucose
nasali; accelerazione del battito cardiaco e aumento della
pressione nel cuore e nel petto; disturbi respiratori e toracici
che portano alle bronchiti e al deterioramento dei polmoni;
emicranie lancinanti; essere svegliato di notte, a volte con
scosse terrificanti; insonnia; intollerabili livelli di stress
derivanti dalla perdita della propria privacy. Questa collezione
di sintomi assortiti è una sfida per qualunque medico che debba
farne una diagnosi.
Ci sono più seriamente, se quanto già detto viene classificato
come non letale, anche i potenziali effetti letali data la
capacità degli ultrasuoni e degli infrasuoni di causare
l’arresto cardiaco, le lesioni cerebrali, la paralisi e la
cecità, oltre che accecare con i raggi laser, oppure indurre
l’asfissia alterando le frequenze nel cervello che controllano
la respirazione, e le crisi epilettiche – tutte queste ed altre
cose potrebbero essere a portata di mano per chi le sviluppa. E
chi sceglie di usarle potrebbe stare seduto accanto ad una
bottiglia di vino, con un’arma sopra il tavolo del ristorante, o
accanto a sé in piscina, che assomiglia diciamo ad un telefonino
compatto.
Infine – se le vittime a questo punto della nuova storia del
controllo mentale, non possono ancora provare l’abuso che
subiscono, deve essere asserito che, di fronte alle informazioni
disponibili in merito agli sviluppi tecnologici non è certamente
neanche possibile - per coloro che cercano di evadere queste
affermazioni - di confutarle. Se aspettiamo che gli
effetti diventino più diffusi sarà troppo tardi.
▪ Per queste ed altre ragioni che il presente saggio ha tentato
di affrontare, chiediamo il riconoscimento di tale tecnologia a
livello nazionale ed internazionale. I politici, gli scienziati
e i neurologi, i neuroscienziati, i fisici e gli avvocati
dovrebbero senza ulteriore ritardo chiedere un dibattito
pubblico sull’esistenza e sull’uso della tecnologia psicotronica;
e la declassificazione delle informazioni su tali dispositivi
che abusano di cittadini inermi e minacciano la libera
democrazia. ▪ I resoconti delle vittime di abuso dovrebbero
essere resi pubblici, e l’uso delle armi psico-elettroniche
dovrebbe essere dichiarato illegale e criminale, ▪ I medici
dovrebbero essere aiutati a riconoscere i sintomi del controllo
mentale e dell’abuso psicotronico, e l’intelligence relativa
all’uso di questi dovrebbe essere declassificata, in modo che si
possa riconoscere l’abuso per quello che è, ovvero non
automaticamente interpretandolo come un’indicazione di malattia
mentale.
Se nell’attuale confusione ed insicurezza sulla ricerca delle
prove delle armi di distruzione di massa, concludessimo che
l’impossibilità di individuarle – qualunque sia la verità – ci
induce ad essere generalmente accondiscendenti, allora staremmo
complottando con forze davvero oscure che sono in operazione se
concludessimo che un corso di estrema vigilanza significa la
paranoia. Perché potrebbero ben esserci altre armi di
distruzione che vengono create non poi così lontano da casa
nostra; armi che, essendo ancora più difficili da individuare,
vengono create invisibilmente, senza ostacoli, non notate,
usando gli esseri umani come un banco di prova. Come per la PES,
i metodi usati sugli esseri umani non sono individuabili usando
le strumentazioni convenzionali per captarli. È probabile che i
segnali usati facciano parte di una fisica sconosciuta agli
scienziati senza il massimo livello di nulla osta sicurezza.
Ignorare le prove fornite dalle vittime vuol dire negare, forse
con risultati catastrofici le uniche prove che potrebbero
indurre i difensori della libertà a stare più in allerta circa
lo sviluppo di spaventosi nuovi metodi di distruzione. Nel
manipolare i gruppi terroristici come pure i governi, queste
forze malvage e segrete saranno più che grate per la
professionale derisione delle vittime e per l’ignoranza del
pubblico.
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Carole Smith è una psicoanalista britannica. Nei
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intrusive sui cittadini non consenzienti da parte del governo
per lo sviluppo di metodi di controllo di stato. Carole Smith
E-mail: rockpool@dircon.co.uk
Titolo originale: "On the Need for New Criteria of Diagnosis
of Psychosis in the Light of Mind Invasive Technology " |