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Lettera di Tobia Imperato dal carcere di Torino |
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| Cari compagni (maschi e
femmine), Non vi ho scritto prima perché solo ora sono riuscito a procurarmi carta penna e francobollo. Innanzitutto desidero ringraziare tutti coloro che ci hanno espresso la propria solidarietà, e sono tanti (oltre a voi dell’Asilo, il Barocchio, Radio Blackout, il Gabrio, l’LSO, il Laboratorio Zeta di Pianezza, il Perlanera l’USI e la FAI di Alessandria, la Federazione Anarchica Torinese, il Fenix, l’Askatasuna, i Murazzi insieme ad altre realtà extra-Piemonte e a numerose individualità). Io sto bene e le persecuzioni non otterranno altro scopo che quello di ritemprarmi per continuare a lottare. Non spreco parole per parlare del carcere, tutti noi sappiamo com’è. Confermo, è peggio. Non ho intenzione di piangermi addosso. Quello che ci è capitato è cosa di ordinaria amministrazione per quelli come noi che inseguono il sogno di un mondo nuovo e praticano costantemente la rivolta contro quello vecchio. Quello che fa rabbia è che i responsabili dei nostri guai sono sempre gli stessi, gli assassini di Sole e Baleno, promossi e ringalluzziti. Giuseppe Petronzi che ha coordinato le indagini e le operazioni relative al nostro arresto (sai che lavoro, un vero Sherlock Holmes, ha messo insieme un po’ di riprese e le false testimonianze dei suoi mastini). Ricordo che quando ero in questura c’era aria di festa. I Digos, di ritorno dal Fenix, col carrello della spesa contenente quattro bastoni, sembravano un’orda di mercenari a cui il capitano avesse finalmente dato il permesso di stupro. Il PM Marcello Tatangelo, uno dei maggiori responsabili della morte di Sole e Baleno (insieme al suo compare Maurizio Laudi) è colui che ha condotto l’inchiesta contro di noi. Come sapete, nel mio libro, "Le scarpe dei suicidi", non ho pesato le parole, ma ho svelato senza mezzi termini tutte le loro montature, e da ogni pagina veniva fuori a chiare lettere la loro qualifica di BOIA ASSASSINI. Evidentemente Tatangelo non vedeva l’ora di poter regolare i suoi conti personali con me. Non mi fa paura. Mi dispiace solo che ci sono andati di mezzo gli altri ragazzi miei coimputati. Un barlume di coscienza e un minimo di dignità avrebbero preteso che lui si astenesse dal portare avanti azioni nei miei confronti e passasse la palla ad un altro magistrato, ma dignità e coscienza sono cose da uomini. L’ho incontrato dal GIP, livido, tetro, bilioso, meschino, pronto a ricorrere ad ogni piccolo cavillo pur di danneggiarci, anche se con risultato minimo. L’ho guardato negli occhi e mi ha fatto una profonda pena. In fondo sono più felice io, rinchiuso in una fetida galera, forte del vostro amore e della vostra solidarietà, con la coscienza di essere coerente con i miei ideali e di non aver mai fatto del male a nessuno. Io posso guardarmi allo specchio senza sputarmi in faccia, non ho mai fatto morire nessuno, io. Tatangelo non mi spaventa minimamente. Lui, forte dei birri e del potere che lo Stato gli da, non può fare altro (se trova dei complici che lo sostengono) che lasciarmi a marcire in galera. Io sono più forte. Posso smontare pezzo per pezzo le sue manovre e ricordargli pubblicamente le sue colpe, senza nemmeno parlare, senza insultarlo, solamente ridendogli in faccia. E il ridicolo lo seppellirà. Ha avuto persino la faccia tosta di scegliere come data del nostro arresto un anniversario doloroso per tutti noi, quello della morte di Carlo Giuliani. LO STATO UCCIDE, e noi continueremo a gridarlo, forte e sempre. Spero abbiate ricevuto l’atto di accusa che vi ho fatto pervenire dove si può vedere a quali livelli di schizofrenia Tatangelo ricorre per suffragare le sue tesi. Il corteo era stato indetto solo "formalmente" per protestare contro l’aggressione al Barocchio, i manifestanti erano armati con "picconi e spranghe di ferro", le fiamme della barricata erano alte "alcuni metri". Noi siamo tutti responsabili di ciò che è successo dopo la carica perché, quand’anche non ci fossimo messi daccordo prima, avremmo dovuto prevedere che se uno di noi spingeva uno sbirro qualcun altro avrebbe potuto rubare il gelato. Nel suo insano livore chiede persino che, in caso di condanna, non ci venga concessa la condizionale. E’ chiaro come il sole che sta approfittando del suo ruolo di magistrato per risolvere le sue vendette personali nei miei confronti. Tempo e fatica sprecati. Quelli come lui possono rinchiuderci ma non riusciranno a fermarci. SOLE BALENO CARLO vivono nei nostri cuori. Ho saputo delle iniziative che state portando avanti, sono contento, non date alcuna tregua. Svelate le montature e ridicolizzate i montatori. Altro non ho da dirvi. Il Fenix risorgerà dalle sue ceneri! Un forte abbraccio a tutti. Sempre vostro per la lotta. Saluti Ribelli. NO PASARAN! Tobia ------------ Per scrivere a Tobia: |
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| Fonte: a-infos |