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Immigrati legati con manette di plastica, altri costretti a fare il
saluto militare, il leghista Borghezio a vigilare. Un video denuncia
come il cpt siciliano fu «ripulito» prima dell'ispezione Ue del 15
settembre. Una vicenda negata dal governo.
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Un altro appostamento giornalistico a Lampedusa. Questa volta meno
ardito di quello del cronista dell'Espresso Fabrizio Gatti - che
come ormai tutti sanno si è finto immigrato e ha raccontato la vita
dentro il ctp dell'isola - ma altrettanto interessante per capire la
gestione di quel luogo. Il giornalista Mauro Parissone si è installato
nell'isola delle Pelagie giusto qualche giorno prima dell'arrivo della
delegazione dei parlamentari europei, avvenuta il 15 settembre.
L'ispezione suscitò numerose polemiche perché i parlamentari - tra cui
anche il leghista Borghezio - trovarono il cpt praticamente vuoto. Le
proteste della delegazione non sortirono però alcun effetto, come a dire
che nessuna manovra «superiore» aveva predisposto quell'improvviso
svuotamento. Il servizio di Parissone - in onda domani alle 21 su La7
- dimostra invece che pochi giorni prima dell'arrivo della delegazione
il cpt dell'isola fu scosso da un incredibile fermento. Via tutti gli
immigrati, messi in fila sulla pista dell'aeroporto con le manette di
plastica ai polsi e infilati in un aereo oppure trasportati fino al
porto per imbarcarli sul primo traghetto. Grandi lavori per tirare a
lucido il cpt e impedire che gli eurodeputati potessero rendersi conto
della vita quotidiana nel centro.
Ma non c'è solo questo. L'obiettivo di Parissone, infatti, è riuscito a
catturare alcune sequenze che confermano gli abusi denunciati da Gatti:
gli immigrati costretti a fare il saluto militare, ad esempio. Ma la
telecamera si è concentrata anche sul tour di Borghezio, sbarcato
sull'isola qualche giorno prima dei colleghi europei: in un passaggio si
vede l'eurodeputato che assiste soddisfatto ai rimpatri degli immigrati
in Libia e si lamenta per l'ispezione programmata dal parlamento
europeo.
Sia il giornalista dell'Espresso che Parissone sono stati
invitati a Strasburgo dall'Europarlamento per un'audizione. Lo ha
annunciato l'eurodeputato Giusto Catania, che ha colto l'occasione per
dire: «Ormai è chiaro, il governo italiano ha raggirato il parlamento
europeo dando un'immagine falsata del centro».
Dopo le numerose denunce sul cpt dell'isola, comunque, finalmente
qualcosa si sta muovendo. Ne è sicuro il sindaco di Lampedusa Bruno
Siragusa, che da «cautamente ottimista» è diventato «ottimista» circa le
buone intenzioni del Viminale dopo la conferenza di servizio organizzata
da Pisanu mercoledì a Roma. «E' stato deciso che il centro cambierà
status giuridico: non più un centro di permanenza ma un centro di primo
soccorso, come avrebbe sempre dovuto essere - spiega - e finalmente il
centro verrà trasferito nella caserma». Per la verità da parte del
Viminale finora non è arrivata alcuna conferma sugli impegni presi,
tanto che l'ipotesi di allargare l'attuale centro non sembra essere del
tutto tramontata. Ma Siragusa entra ancora più nel dettaglio: «Il nuovo
cpt potrà ospitare almeno 300 persone, saranno costruite stanze con sei
letti e l'aria condizionata, e ci sarà anche un'infermeria con
l'apparecchio per le radiografie, così non ci saranno sovraffollamenti
nel già miserrimo ambulatorio dell'isola». La caserma che dovrebbe
ospitare il nuovo centro per ironia del destino fu allestita negli anni
`80 contro la minaccia libica. Roba del passato, visto che ormai da
Lampedusa quando possibile partono aerei carichi di immigrati verso il
paese di Gheddafi. Il sindaco è sicuro che l'opzione della caserma sia
l'unica praticabile, ma prima di tutto è contento di non dover ospitare
un centro di permanenza a tutti gli effetti, ma soltanto un centro di
primo soccorso. Ringrazia tutti: «La serietà del ministro Pisanu e del
prefetto D'Ascenzo» e pure Gatti «a cui darei il Pulitzer se ci fosse in
Italia».
Ma non è affatto certo che le cose vadano come spera Siragusa. Intanto
perché - teoricamente - già ora il cpt di Lampedusa è formalmente un
centro di identificazione. E il fenomeno delle «permanenze lunghe»
spesso è dettato dalla mancanza di posti negli altri cpt d'Italia. In
secondo luogo, bisognerà vagliare il senso della proposta avanzata
all'Alto Commissariato delle Nazioni unite per i rifugiati di installare
un presidio permanente nell'isola. Per ora l'Acnur pensa a un presidio
volto a monitorare la situazione e informare gli immigrati sui loro
diritti. Ma forse il ministro ha un altro progetto: continuare con la
selezione dei potenziali richiedenti asilo, questa volta con un minimo
di copertura internazionale.
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