Ciò che le corporation
chiamano "flessibilità" si dovrebbe riferire al tema della disponibilità
in merito al lavoro, e non ai concetti di insicurezza e povertà. Gli
studenti francesi protestano per non diventare, come loro stessi dicono,
la "generazione Kleenex"
Sono passati solo tre
anni da quando alcuni patrioti americani, gonfi d’orgoglio, chiamarono i
francesi “scimmie pappamolla mangiaformaggio" troppo prese dal proprio
Camembert per spegnere la Gauloise e buttarsi a capofitto nella guerra
in Iraq?
Bene, occupiamoci nuovamente di coloro che coniarono la parola
liberté. Per tutto il mese di marzo e oltre, essi hanno dimostrato,
si sono ribellati, hanno dato fuoco alle auto per preservare un diritto
che i cittadini americani possono solo sognare: la possibilità di non
essere licenziati al primo capriccio del proprio datore di lavoro.
Il fondamento logico della nuova legge sul lavoro del governo francese è
impeccabile da un punto di vista prettamente economico: facilitare gli
imprenditori nel liberarsi dei propri subalterni così da poter assumere
costantemente gente nuova. Ma allora perché Parigi è stata messa a ferro
e fuoco?
Ciò che le corporation chiamano “flessibilità” – la facoltà di disporre
dei propri dipendenti – si dovrebbe riferire alla disponibilità, e non
ai concetti di insicurezza e povertà. Gli studenti francesi che lanciano
bombe molotov non vogliono diventare, come loro stessi dicono, “la
generazione Kleenex” – usata e poi gettata via quando si ritiene ne
serva una nuova, più fresca.
Nel ragionamento del governo francese è possibile scorgere gli stessi
argomenti che gli americani sentono ripetere ogni qual volta avanzano le
più sussurrate rivendicazioni salariali, quando contestano l’erosione
delle pensioni o l’inefficienza dell’assistenza sanitaria. “Che cosa?”,
urlerebbe l’economista schierato tra le file della classe
imprenditoriale. “Se tu fai qualcosa, qualsiasi cosa, che possa
offendere o disconoscere gli imprenditori, questi reagiranno rifiutando
di assumerti! La disoccupazione crescerà e tu – naturalmente privato dei
benefici assistenziali – finirai per cadere in miseria”.
I giovani francesi non si sono adeguati a tutto ciò, molto probabilmente
perché sanno bene dove “il modello anglosassone”, come lo chiamano,
detta legge. Se si deve rinunciare alla sicurezza di un lavoro per
ottenerne un altro e così via, come si può guardare al futuro? I viziati
datori di lavoro saranno incentivati a chiedere una sospensione della
legislazione in materia di sanità e sicurezza? Inizieranno a chiedere ai
propri impiegati di lucidare loro le scarpe mentre in una mano tengono
saldamente una calda brioche imburrata? Niente di tutto questo, grida la
gioventù di Parigi.
Naturalmente, i francesi non sono completamente esenti da critiche di
malcelata ipocrisia quando chiamano i propri nemici “il modello
anglosassone”. Ciò che essi temono è nello specifico il modello
statunitense.
Mentre in Francia regnava lo scompiglio, mi trovavo a un dibattito in
Inghilterra, dimora ancestrale del modello di cui sopra, quando qualcuno
dal pubblico mi ha chiesto come si potesse essere esonerati dal lavoro
in mancanza di una “giusta causa”. In Gran Bretagna, una persona che
sente di essere stata ingiustamente licenziata si può rivolgere a un
tribunale, dopodichè prendere parte a un processo per far valere la
propria causa. È un aspetto che ho dovuto spiegare negli Stati Uniti,
dove si può licenziare praticamente per nessun motivo: ad esempio per
una “cattiva attitudine”, che magari significa avere una faccia buffa o
un look particolare, oppure per non essere particolarmente “in forma”.
Anni fa, esisteva una teoria che circolava nell’ambito della sinistra
Usa – può essere che si trattasse di me – chiamata Worsism [lett.
“peggiorativismo”]: peggio vanno le cose, più è probabile che le persone
si alzino e facciano valere i propri diritti. Ma, almeno per quanto
riguarda l’America, peggio vanno le cose più è difficile anche solo
immaginare qualsiasi forma di resistenza. Il fatto di poter essere
licenziati “a discrezione” – a discrezione del datore del lavoro –
congela i dipendenti in una terrificata obbedienza. Aggiungendo il fatto
che la perdita del lavoro va di pari passo alla perdita dell’accesso al
sistema sanitario, ciò può imprigionare in una mentalità masochistica
del tipo “Picchiami, insultami, dammi il doppio delle cose da fare, ma
ti prego non lasciarmi libero!”
Lungi da me il giustificare gli incendi delle auto e gli attacchi alle
vetrine dei negozi. Ma perché gli studenti americani continuano a
succhiarsi i pollici mentre l’amministrazione Bush propone un taglio di
12,7 miliardi di dollari nei trasferimenti finanziari destinati loro?
Dov’è l’indignazione per i licenziamenti di massa promossi da Ford, da
Hewlett-Packard, e da decine di altre grandi compagnie?
E il quarto della popolazione Usa afflitto dal giogo della povertà è
troppo stressato dai propri debiti e dalla propria precarietà sul lavoro
per protestare contro i tagli al ‘Medicaid’ [Negli Usa, l’assicurazione
prevista a favore dei cittadini con difficoltà economiche, NdT] e ai già
patetici sussidi per gli alloggi?
A confronto con quelle “scimmie pappamolla mangiaformaggio", gli
americani sembrano gente fradicia di Kleenex. |