La "Kleenex generation"

di Barbara Ehrenreich (The Progressive)

Ciò che le corporation chiamano "flessibilità" si dovrebbe riferire al tema della disponibilità in merito al lavoro, e non ai concetti di insicurezza e povertà. Gli studenti francesi protestano per non diventare, come loro stessi dicono, la "generazione Kleenex"

Sono passati solo tre anni da quando alcuni patrioti americani, gonfi d’orgoglio, chiamarono i francesi “scimmie pappamolla mangiaformaggio" troppo prese dal proprio Camembert per spegnere la Gauloise e buttarsi a capofitto nella guerra in Iraq?

Bene, occupiamoci nuovamente di coloro che coniarono la parola liberté. Per tutto il mese di marzo e oltre, essi hanno dimostrato, si sono ribellati, hanno dato fuoco alle auto per preservare un diritto che i cittadini americani possono solo sognare: la possibilità di non essere licenziati al primo capriccio del proprio datore di lavoro.

Il fondamento logico della nuova legge sul lavoro del governo francese è impeccabile da un punto di vista prettamente economico: facilitare gli imprenditori nel liberarsi dei propri subalterni così da poter assumere costantemente gente nuova. Ma allora perché Parigi è stata messa a ferro e fuoco?

Ciò che le corporation chiamano “flessibilità” – la facoltà di disporre dei propri dipendenti – si dovrebbe riferire alla disponibilità, e non ai concetti di insicurezza e povertà. Gli studenti francesi che lanciano bombe molotov non vogliono diventare, come loro stessi dicono, “la generazione Kleenex” – usata e poi gettata via quando si ritiene ne serva una nuova, più fresca.

Nel ragionamento del governo francese è possibile scorgere gli stessi argomenti che gli americani sentono ripetere ogni qual volta avanzano le più sussurrate rivendicazioni salariali, quando contestano l’erosione delle pensioni o l’inefficienza dell’assistenza sanitaria. “Che cosa?”, urlerebbe l’economista schierato tra le file della classe imprenditoriale. “Se tu fai qualcosa, qualsiasi cosa, che possa offendere o disconoscere gli imprenditori, questi reagiranno rifiutando di assumerti! La disoccupazione crescerà e tu – naturalmente privato dei benefici assistenziali – finirai per cadere in miseria”.

I giovani francesi non si sono adeguati a tutto ciò, molto probabilmente perché sanno bene dove “il modello anglosassone”, come lo chiamano, detta legge. Se si deve rinunciare alla sicurezza di un lavoro per ottenerne un altro e così via, come si può guardare al futuro? I viziati datori di lavoro saranno incentivati a chiedere una sospensione della legislazione in materia di sanità e sicurezza? Inizieranno a chiedere ai propri impiegati di lucidare loro le scarpe mentre in una mano tengono saldamente una calda brioche imburrata? Niente di tutto questo, grida la gioventù di Parigi.

Naturalmente, i francesi non sono completamente esenti da critiche di malcelata ipocrisia quando chiamano i propri nemici “il modello anglosassone”. Ciò che essi temono è nello specifico il modello statunitense.

Mentre in Francia regnava lo scompiglio, mi trovavo a un dibattito in Inghilterra, dimora ancestrale del modello di cui sopra, quando qualcuno dal pubblico mi ha chiesto come si potesse essere esonerati dal lavoro in mancanza di una “giusta causa”. In Gran Bretagna, una persona che sente di essere stata ingiustamente licenziata si può rivolgere a un tribunale, dopodichè prendere parte a un processo per far valere la propria causa. È un aspetto che ho dovuto spiegare negli Stati Uniti, dove si può licenziare praticamente per nessun motivo: ad esempio per una “cattiva attitudine”, che magari significa avere una faccia buffa o un look particolare, oppure per non essere particolarmente “in forma”.

Anni fa, esisteva una teoria che circolava nell’ambito della sinistra Usa – può essere che si trattasse di me – chiamata Worsism [lett. “peggiorativismo”]: peggio vanno le cose, più è probabile che le persone si alzino e facciano valere i propri diritti. Ma, almeno per quanto riguarda l’America, peggio vanno le cose più è difficile anche solo immaginare qualsiasi forma di resistenza. Il fatto di poter essere licenziati “a discrezione” – a discrezione del datore del lavoro – congela i dipendenti in una terrificata obbedienza. Aggiungendo il fatto che la perdita del lavoro va di pari passo alla perdita dell’accesso al sistema sanitario, ciò può imprigionare in una mentalità masochistica del tipo “Picchiami, insultami, dammi il doppio delle cose da fare, ma ti prego non lasciarmi libero!”

Lungi da me il giustificare gli incendi delle auto e gli attacchi alle vetrine dei negozi. Ma perché gli studenti americani continuano a succhiarsi i pollici mentre l’amministrazione Bush propone un taglio di 12,7 miliardi di dollari nei trasferimenti finanziari destinati loro?

Dov’è l’indignazione per i licenziamenti di massa promossi da Ford, da Hewlett-Packard, e da decine di altre grandi compagnie?

E il quarto della popolazione Usa afflitto dal giogo della povertà è troppo stressato dai propri debiti e dalla propria precarietà sul lavoro per protestare contro i tagli al ‘Medicaid’ [Negli Usa, l’assicurazione prevista a favore dei cittadini con difficoltà economiche, NdT] e ai già patetici sussidi per gli alloggi?

A confronto con quelle “scimmie pappamolla mangiaformaggio", gli americani sembrano gente fradicia di Kleenex.

Fonte: Nuovi Mondi Media