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La lotta contro noi stessi di George Monbiot |
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possiamo rimpiazzare i combustibili fossili con l’energia alternativa è
pura fantasia. La lotta contro il cambiamento climatico è una lotta
contro molto di quello che siamo diventati. È una lotta contro alcune
delle priorità a cui teniamo di più. Voglio spendere qualche
parola per ricordare da dove veniamo. Per i primi tre milioni di anni
della storia umana, siamo vissuti a seconda delle circostanze. Le nostre
vite erano regolate dalle casualità dell’ecologia. Esistevamo, come
tutti gli altri animali, nella paura della fame, della razzia, del tempo
che passava e della malattia. Non sarò io a ricordare
delle due forze che stanno convergendo nelle vite di tutti noi. Siamo
sfidati da una seria carenza di risorse energetiche che è molto arduo
rimpiazzare – quella dei combustibili fossili liquidi. E siamo sfidati
dalle ripercussioni ambientali connesse alla combustione dei fossili, la
stessa combustione che ci permette di trovarci qui dove siamo ora. La
struttura, la complessità, la diversità delle nostre vite, tutto quello
che sappiamo, tutto ciò che davamo per scontato, tutto ciò che sembrava
al sicuro e non negoziabile, improvvisamente appare contingente. Tutto è
diventato un enorme ammasso in bilico su una palla, una palla che sta
per iniziare a rotolare giù per la collina. L’idea secondo cui possiamo rimpiazzare i combustibili fossili con l’energia alternativa è una fantasia. È vero che non abbiamo ancora sfruttato a dovere risorse energetiche come il vento, le onde del mare e il sole, ma nel complesso tutte queste fonti non sono abbastanza consistenti da pensare di poter sostituire gli standard dell’era del fossile. Un taglio come questo citato richiede riduzioni di massa del nostro utilizzo energetico. Ci sono già alcune nuove tecnologie disponibili, ma tutte insieme non riusciranno a portarci nemmeno a metà strada. Se le emissioni di carbonio sono da ridurre del 10%, l’utilizzo di energia dovrà essere contenuto del 50%. L’unico metodo efficace a proposito risulta quello dei singoli razionamenti nazionali, accompagnato da contrazione globale e convergenza. Ci troviamo in una condizione straordinaria. Questa è la prima massa politica che si trova a chiedere meno, non chiedere di più. I primi a scendere in strada chiedendo austerità. I primi a sostenere che le nostre lussurie e le nostre comodità vengano ridimensionate. Queste sono le più ardue sfide che qualsiasi movimento abbia mai affrontato. Ma ci stiamo avvicinando. Stiamo crescendo. Ma non lasciate che nessuno dica che sia facile. Se fosse solo questione di liberarsi di Gorge Bush, avremmo già vinto. Ma non dobbiamo impegnarci soltanto contro Bush e contro ciò che rappresenta, non soltanto contro il nostro governo, non soltanto tra noi, ma anche contro noi stessi. La lotta contro il cambiamento climatico è una lotta contro molto di quello che siamo diventati. È una lotta contro alcune delle nostre priorità fondamentali. Non possiamo chiedere agli altri di smettere di volare se noi siamo tuttora in volo. Non possiamo chiedere al governo di costringerci a cambiare se noi per primi non siamo pronti a farlo. La più grossa battaglia della nostra vita non sarà combattuta solo là fuori, ma anche qui dentro. |
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| Fonte: Nuovi Mondi Media - documento originale: http://www.monbiot.com/archives/2005/12/05/....... |