È ARRIVATA L’ERA DELLA “TERRA LIMITATA”

di: Tian Song

Molto spesso si sente parlare di sviluppo sostenibile, ma quasi mai si comunicano le strategie che lo renderanno possibile. E quando lo si fa, le attenzioni sono tutte rivolte al problema dell’energia, facendo credere che l’umanità potrà essere salvata da fonti di energia pulite e rinnovabili o dall’idrogeno. Anche in questo caso, l’uomo si troverà di fronte a problemi ancora più grandi: i limiti imposti dalla termodinamica e… dal nostro pianeta, che ho chiamato “Terra Limitata” (“Limited Earth”).

L’economia classica è basata sul presupposto che il nostro pianeta e le sue risorse sono illimitati. Il suo obiettivo è lo sviluppo, ovvero “allargare la torta”. Ma quando la torta è diventata grande quanto il nostro pianeta, non si può più espandere, e l’economia si scontra con i limiti della Terra. È per questo che si può affermare che siamo entrati nell’era della “Terra Limitata”.

L’ERA DELLA TERRA LIMITATA

Vorrei cominciare con un esempio. Se leggiamo le etichette delle bottiglie di acqua minerale, ci possiamo rendere conto che con un semplice gesto e pochi soldi possiamo comprare acqua sgorgata da fonti distanti da noi centinaia di chilometri, a volte migliaia. Questo significa intanto che quell’acqua, sottratta dai suoi luoghi di origine, non potrà più svolgere importanti funzioni per gli animali, le piante e le persone del luogo. Ma soprattutto quella bottiglia di acqua, una volta trasportata nelle città e consumata, diventerà spazzatura.

È così che funziona la nostra economia. La possiamo paragonare a un motore che da un lato consuma acqua, foreste, minerali e combustibili fossili, e che dal tubo di scarico emette rifiuti liquidi, solidi, gassosi e calore. Detto in termini più brutali, la nostra civiltà trasforma la materia e l’energia in spazzatura. O ancora, esprimendoci in termini termodinamici, possiamo affermare che la civiltà umana fa passare la materia e l’energia da uno stato di bassa entropia (foreste, minerali, acqua) ad uno di entropia elevata (rifiuti e calore). Le città sono quindi “motori di spazzatura”, che creano mucchi crescenti di rifiuti.

Quali sono allora i limiti della Terra?

Sappiamo che le risorse di materie prime e di energia del nostro pianeta non sono infinite. Ma è limitata anche la capacità della Terra di ospitare i rifiuti che produciamo. Se anche riusciremo a risolvere il problema dell’energia, il successivo problema da risolvere sarà quello dei rifiuti. In un sistema economico come il nostro, più energia significa anche più spazzatura. E il riciclaggio non potrà essere la soluzione definitiva, visto che implica nuovi input energetici nel sistema che, come abbiamo visto, produrranno a loro volta rifiuti (solidi, liquidi, gassosi, calore).

VERSO UNA GUERRA DEI RIFIUTI?

Questa presa di coscienza ci apre nuovi scenari. In un mondo in cui l’energia e le risorse naturali non saranno più un problema, le guerre non saranno più fatte per accaparrarsi qualcosa (Elena, schiavi, territori, petrolio), ma per “gettare” qualcosa: i rifiuti. Il Protocollo di Kyoto serve proprio a questo, a redistribuire tra i vari paesi i rifiuti gassosi.

Ma una conseguenza ancora più importante è che lo Sviluppo Sostenibile è impossibile. O meglio, la “sostenibilità” potrà riguardare solo la produzione di energia, ma non lo smaltimento dei rifiuti.

C’è una via di uscita?

Sì, ma prima dobbiamo essere consci che sapere che abbiamo un solo pianeta non basta: abbiamo infatti anche un unico Sole . Cosa significa?

L’energia e la maggior parte delle risorse della Terra sono in ultima analisi garantite dal Sole. È il Sole che fa crescere le piante e queste sono fonte di cibo e di energia per tutti gli altri esseri viventi. Nel complesso gli ecosistemi garantiscono anche una serie di servizi, come la difesa del suolo, l’approvvigionamento d’acqua, la termoregolazione. Se vogliamo continuare a godere di questi benefici, ogni comunità dovrà usare il suo Sole locale (le risorse del luogo) e soprattutto il Sole di oggi, (rispettando cioè i tempi di produzione naturale delle risorse). Se si superano questi limiti, significa che in un luogo (ad esempio, una città) viene usato il Sole di altri territori, oppure che è usato il Sole del passato, “accumulato” nel petrolio, nel carbone e nelle piante.

LA SAGGEZZA DELLE TRADIZIONI

Questo limite ci porta a rivalutare gli stili di vita tradizionali, che hanno un basso impatto ambientale e che sono realmente sostenibili. Nelle società tradizionali si realizza infatti uno speciale rapporto tra uomo e natura, in cui tutto ciò che l’uomo sottrae alla natura ritorna alla natura stessa, formando un ciclo quasi perfetto. La civiltà moderna invece crea un flusso che ha una sola direzione: dalla natura ai rifiuti. E questo flusso diventa sempre più vasto e veloce.

Le tradizioni sono una ricchezza immensa e si sono sapute adattare alla natura dei luoghi in cui si sono sviluppate. Possiamo imparare moltissimo da questa straordinaria varietà, non solo come a vivere in armonia con l’ambiente. Guardando alle loro vite, viene infatti spontaneo chiedersi: qual è lo stile di vita che ci rende veramente felici.

Fonte: Greenaccord