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Benzina, gipponi vietati per legge:
proposta shock dalla Germania |
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Sono rumorosi,
inquinanti e soprattutto si ubriacano di benzina. Per questo i Suv,
i giganteschi e aggressivi fuoristrada di gran moda negli Stati
Uniti e ora anche in Europa, vanno vietati per legge. Proibendone la
produzione alle case automobilistiche. L'offensiva-shock contro i
'gipponi' arriva dalla Germania ed e' firmata da uno dei piu' noti
esperti di ambiente ed energia, Wolfgang Sachs ricercatore al
prestigioso Wuppertal Institute, gia' direttore di Greenpeace. Sachs
accusa gli Sport utility vehicles (Suv) come il mastodontico Hummer,
il Ford Explorer, il Chevrolet Tahoe, copiati ai mezzi
dell'esercito, di essere ''altamente inefficienti'' e di ''aggravare
la gia' pesante dipendenza dal petrolio'' delle economie
occidentali. Con il greggio sopra 60 dollari al barile ''nessun
governo di buon senso può autorizzare auto ad alto spreco'' spiega
in un'intervista all'ADNKRONOS.
Sachs e' convinto che le
forze di mercato e in particolare i prezzi sempre piu' elevati dei
carburanti, i superbolli, i divieti o i ticket di ingresso in città
decisi da alcune amministrazioni anche in Italia, non bastano a
frenare l'acquisto di queste 'superauto' oggetto di una vera e
propria passione collettiva. ''Per questo vanno proibite per legge;
un'ulteriore crescita dei consumi di petrolio sarebbe fatale'',
sostiene il professore tedesco.
Alle accuse di
dirigismo, di voler tornare ad un'economia pianificata dove e' lo
Stato e non il gioco della domanda e dell'offerta a stabilire quali
prodotti vadano collocati sul mercato, Sachs replica sottolineando
che una società avanzata ha il dovere di darsi dei paletti in
termini di sostenibilità ambientale ed energetica, dettando alle
case automobilistiche standard di efficienza dei consumi. ''Come
esistono limiti per gli impianti industriali, così devono esserci
regole per i modelli di auto''. Il ragionamento di Sachs prende
spunto da recenti episodi di cronaca che hanno visto i prezzi del
petrolio toccare record ritenuti impensabili fino a poco tempo prima
con ripercussioni sulle quotazioni dei carburanti. In Italia i
listini sono aumentati del 10-15% in un anno e la fattura
petrolifera nazionale e' aumentata di quasi il 30%.
''Liberarsi dalla droga
del petrolio richiede scelte politiche molto forti e spesso
impopolari. Il rovescio della medaglia e' il ritorno a grandi
interessi imperialistici che ruotano intorno al petrolio e che
pongono enormi problemi di sicurezza, perché l'oro nero e' collegato
d alcune delle maggiori questioni geopolitiche mondiali'' avverte
l'esperto.
L'efficienza energetica
e il risparmio sono il tasto su cui battere, ''ancor prima delle
fonti rinnovabili che sono importanti ma rischiano di essere una
goccia nel mare''. E l'idrogeno? ''Sono scettico perché c'e' il
grosso limite delle fonti con le quali viene prodotto''. Quanto al
gas, molto amato per il suo ridotto impatto ambientale rispetto al
carbone e al petrolio, non e' esente da punti critici: ''il prezzo
e' vincolato a quello del greggio, e il metano presenta gli stessi
problemi in chiave geopolitica''. Inoltre, anche per questa fonte
come per il greggio vale lo scenario delineato con la curva di
Hubbard, che prevede il raggiungimento di un picco produttivo e poi
di un successivo declino in tempi non lontani.
Per Sachs, i settori
strategici su cui intervenire per allentare la morsa della
dipendenza petrolifera sono l'efficienza energetica nell'edilizia e
nelle ristrutturazioni, la sostituzione del petrolio nella
produzione di materiali per la petrolchimica e l'industria
automobilistica. Studioso dei temi legati alle politiche ambientali
e dello sviluppo, Sachs lavora presso il 'Wuppertal Institute per il
Clima, l' Ambiente e l'Energia' tedesco come ''senior reseacher''.
E' stato condirettore della rivista Development, ha insegnato presso
la Pennynsilvania State university e tiene corsi alla sede inglese
dello Schumacher College al centro internazionale per gli studi
ecologici. Dal 1993 al 2001 e' stato direttore di Greenpeace
Germania.
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| Fonte: Adnkronos |