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Spazzatura
tecnologica di Arnaldo Coro Antich |
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Quando i computer e le relative periferiche arrivano al termine del proprio ciclo di vita in base a determinate condizioni tecnologiche, diventano un autentico mal di capo per le imprese nord-americane. La soluzione: "donarli" a paesi dell'Africa ed America Latina per evitare gli alti costi del riciclaggio. Così, ad esempio, la rete di computer da tavolo di una catena di banche degli Stati Uniti d'America divenne totalmente obsoleta, alla fine del secolo passato, e i manager dell'impresa cercarono affannosamente come disfarsi di circa 1.500 macchine, insieme alle loro antiquate tastiere, monitor, stampanti a matrici di punto e modem. Cercarono di trasformare la "spazzatura tecnologica" in qualche fonte di guadagno per l'impresa, e perciò posero al lavoro la propria equipe di consulenti legali, insieme agli ingegneri informatici. Le vecchie reti istallate in ognuna delle sedi della banca consistevano in media in 25 stazioni di lavoro e due server, un certo numero di stampanti, e di interfase di comunicazione per comunicare con la sede a New York. Naturalmente in alcune filiali maggiori, il numero di computer e periferiche, era proporzionalmente superiore, ma in tutti i casi c'èra qualcosa in comune, le periferiche erano semplicemente incompatibili con le nuove tecnologie della rete, e pertanto occorreva smantellarli... liberarsene il prima possibile, per evitare gli onerosi costi dell'immagazzinamento senza prospettive di riutilizzazione. Tra le proposte analizzate per liberarsi dei vecchi 486, Pentium I, II, e III c'erano, come era da immaginarsi, la donazione ad alcune scuole che si trovassero il più vicino possibile al luogo dove erano le macchine, e sempre cercando di ottenere che i "ricevitori della donazione" si accollassero i costi di trasporto. Quando questa opzione si è dimostrata infruttuosa, dato che i dirigenti scolastici, ben consigliati, rifiutarono di accettare apparecchiature già sottomesse a super-sfruttamento ed assai prossime alla fine del ciclo di vita, allora l'offerta fu fatta ad organizzazioni caritative, alcune delle quali accettarono un numero assai limitato dei computer, come c'era da aspettarsi. Le organizzazioni di volontariato non avevano interesse a ricevere un gran numero di macchine, dato che semplicemente non ne avevano bisogno, e così fu come se agli executive bancarie si chiudesse il quadro del contesto nazionale. Nacque allora l'idea di inviare le macchine ritirate dal servizio, così come stavano, verso un paese dell'America Latina o dell'Africa, ma questo implicava naturalmente una sequenza di diversi passi, dal localizzare i possibili destinatari fino ai costi di imballaggio e di trasporto. Essenzialmente, spediti gli obsoleti computer attraverso i mari, la compagnia bancaria le cui azioni fanno la loro bella figura a Wall Street, cercava un sostanziale risparmio di denaro, dato che il costo unitario dell'invio di un computer da tavolo ad una impresa specializzata nel riciclaggio di componenti elettronici sul territorio degli Stati Uniti d'America, era realmente proibitivo. La causa principale di questi costi altissimi dei servizi di smantellamento, è dovuta alle rigide regolamentazioni sul maneggio e lo stoccaggio di elementi altamente contaminanti, per via dell'alto livello di rischio che implica la manipolazione di metalli pesanti e prodotti chimici utilizzati nelle componenti con cui si assemblano computer, monitor, stampanti, tastiere, modem, eccetera. Di certo i materiali plastici possono essere riciclati, come i metalli come lo stagno, così come si recuperano anche i più scarsi oro ed argento, ma la relazione costo-beneficio di questa operazione è realmente marginale. Per questa ragione una grande quantità di vecchi computer, alcuni dei quali con date di fabbricazione prossime al 1994, si trovano ogni giorno in viaggio verso paesi del Terzo Mondo, mascherati sotto presunte donazioni, delle quali assai poche arrivano a funzionare effettivamente per un tempo ragionevole. E di quelli che arrivano alle loro lontane destinazioni a pezzi, o cessano di funzionare nel tempo di una chiacchierata... Semplicemente sono parte della "spazzatura tecnologica" che ogni volta con più frequenza si spedisce al di là delle frontiere non solo degli Stati Uniti d'America, ma anche di altri paesi sviluppati, perché non contaminino le loro terre e le loro acque, mentre i paesi che la ricevono devono assumersi il "pesante onere" che colpirà per molto tempo il loro ambiente, non disponendo di meccanismi di riciclaggio e smaltimenti dei residui adeguati per maneggiare questi rifiuti che gli arrivano sotto l'"innocente" manto di donazioni per lo sviluppo dei loro cittadini nel campo della elaborazione elettronica. |
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| Fonte: Znet - documento originale: Basura tecnológica.... |