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I
maiali, dal pelo rosa pallido ed irsuto, trotterellano attorno
al recinto, fermandosi ogni volta per grufolare nei loro
giacigli. Grugniscono, strillano ed agitano le loro corte code
svolazzanti. A tutti e tre piace una forte grattata sulla
groppa.
In tutto e per tutto, questi grugnitori dall’ampia schiena sono
come gli altri maiali Yorkshire che stanno dall’altra parte
della stalla.
In tutto tranne per il salmastro letame verde che fuoriesce dal
loro didietro. Ed il filamento di DNA di topo che è stato
immesso nei loro cromosomi di maiali.
Sono
Enviropigs, sviluppati dai ricercatori all’Università di Guelph
al fine di produrre rifiuti ecologicamente benefici per
l’ambiente. I maiali col marchio di fabbrica sono solo alcuni
delle dozzine di animali geneticamente modificati negli istituti
di ricerca in tutto il mondo, i cui geni sono stati alterati per
dare beneficio all’uomo. E, grazie a una recente iniziativa
negli Stati Uniti, gli “Enviropigs” potrebbero essere i primi ad
arrivare sul piatto della tua cena.
Due mesi fa, la “ Food and Drug Administration” ha realizzato un
abbozzo di linee guida che descrivono come i cibi geneticamente
modificati saranno regolamentati. L’agenzia, che ha chiesto al
pubblico di confrontarsi con le proposte, ha chiuso martedì il
periodo di 60 giorni per raccogliere i commenti.
I regolatori sono ora impegnati a passare al setaccio le
migliaia di commenti, molti dei quali sollevano dubbiosi
interrogativi sulle cosiddette supercarni che si trovano al
supermercato.
Per come sono ora le linee guida, le compagnie non devono
compiere esperimenti su umani per testare la sicurezza delle
carni transgeniche. Ma non devono neppure segnalare in maniera
particolare quei prodotti che provengono da animali
geneticamente modificati. E molti consumatori sono indignati dal
fatto che le carni transgeniche possano finire nel loro carrello
della spesa senza che ne siano a conoscenza.
A dispetto delle preoccupazioni, gli esperti affermano che il
documento già anticipato della FDA (Food and Drug Administration),
il primo nel suo genere realizzato da un governo federale, sarà
un catalizzatore al fine di trasferire bestiame geneticamente
modificato dalle aie sperimentali al supermercato.
I fautori degli animali transgenici- sia che essi siano pesci
che crescono in fretta, latte speciale prodotto da mucche e
capre o carne di porco “salutare per te” prodotta da maiali,
annunciano il presagio di una nuova era per la produzione del
cibo. I funzionari della FDA affermano che gli animali
geneticamente modificati rappresentano una grande promessa per
migliorare la medicina umana e l’ambiente. Gli “Enviropigs”
creati in Canada, per esempio, potrebbero far pulizia nelle
fattorie di maiali di tutto il mondo riducendo drasticamente la
componente più inquinante trovata negli escrementi degli stessi
suini.
Ma qui in Canada, i funzionari devono ancora esporre come
intendono regolare il numero degli animali geneticamente
modificati, cosa che metteranno in atto presto dopo che le linee
guida degli Stati Uniti saranno già state definite. Un portavoce
della “ Health Canada”, l’agenzia responsabile della definizione
di queste linee guida, ha affermato che i funzionari sono in
contatto con la FDA sulla questione. Finché i regolamenti
resteranno in vigore, i cibi derivati da animali transgenici
verranno proibiti - anche se approvati dalla FDA.
Per Cecil Forsberg, uno degli scienziati dell’Università di
Guelph che hanno sviluppato gli “Enviropigs” l’abbozzo delle
linee guida della FDA apre la porta agli investitori aziendali
interessati al loro animale marchiato e registrato. Egli afferma
che le compagnie che producono cibo sono state lente nel
sostenere gli animali geneticamente modificati in assenza di un
chiaro processo di omologazione.
“L’industria non è sicura di cosa sia necessario” ha detto. “
Senza speranza di omologazione, gli animali transgenici
potrebbero rappresentare un pozzo senza fondo in cui viene
buttato il denaro”.
Il primo “Enviropig” è nato nella fattoria dell’Università nel
1999. A differenza del resto della figliata, il porcellino aveva
una proteina batterica, chiamata gene “phytase”, collegata con
un filamento di dna di topo bloccato nel suo cromosoma. Gli
scienziati speravano che il gene “phytase” avesse permesso al
maiale di produrre un enzima che l’avrebbe aiutato a digerire
meglio una componente fosforica, un nutriente vitale nel loro
cibo. Il filamento di DNA di topo fu usato per velocizzare
l’inizio della produzione di “phytase” nel sistema salivare del
maiale.
L’ingegneria genetica funzionò.
Gli “Enviropig” sono in grado di digerire la componente
fosforica in maniera più efficiente, e ciò significa una minor
presenza di elemento fosforico – fino al 60% in meno rispetto ai
maiali normali – nei loro escrementi. Ciò, di conseguenza,
significa che meno componente fosforica colerà dal concime dei
maiali, fonte di fertilizzanti per i contadini, nei laghi
d’acqua dolce e nei ruscelli dove può generare un dilagare delle
alghe ed uccidere pesci.
Forsberg afferma che gli “Enviropig” potranno costituire una
pregevole alternativa ai maiali convenzionali, specialmente da
quando la maggior parte delle industrie che si occupano delle
fattorie di maiali operano su vasta scala e lasciano una
profonda impronta ambientale. Lo scorso anno, i contadini
dell’Ontario hanno allevato 3,9 milioni di maiali, ciascuno dei
quali era in grado di produrre fino a 450 kg di escrementi ogni
6 mesi.
“Sentiamo che tutto ciò ha un significato di interesse globale”,
afferma Forsberg.
Lui ed i suoi colleghi hanno già sottoposto varie parti della
ricerca sugli “Enviropig” alla FDA. Dicono di avere una
sufficiente quantità di prove per affermare che gli “Enviropig”
sono sicuri da mangiare, dato che le analisi chimiche hanno
dimostrato che la composizione del tessuto dell’animale è la
stessa di quella dei maiali Yorkshire, e che la proteina
batterica introdotta non è stata trovata in alcun tessuto suino
destinato all’alimentazione umana, come il prosciutto, la
lombata, il cuore e la pelle.
Essi hanno anche dimostrato che la caratteristica modificata
dall’ingegneria è passata con successo alla prole, che
l’ingegneria genetica non nuoce ai maiali, e che gli “Enviropig”
non danneggiano in alcun modo l’ambiente. Queste valutazioni
sono tra quelle richieste dalle linee guida della FDA.
Nessuno può dire per certo quando, o se, l’“Enviropig” verrà
approvato, ma gli esperti dell’industria predicono che sarà uno
dei primi animali transgenici permessi negli stati Uniti, forse
nel 2009. La FDA ha intenzione di regolamentare gli animali
geneticamente modificati nello stesso modo con cui regola i
nuovi farmaci animali. I funzionari valuteranno ciascun nuovo
animale su base individuale e continueranno a monitorarlo per la
sicurezza anche una volta approvato. I prodotti che risulteranno
non sicuri saranno ritirati dal mercato.
Gli scienziati che sviluppano gli animali transgenici affermano
che le linee guida proposte dalla FDA sono rigide, e che ciò
dovrebbe aiutare i consumatori a prendere confidenza con i
prodotti. Essi puntano ad una regolazione di successo da parte
del governo come quella per le piante geneticamente modificate,
che sono sul mercato da più di un decennio, e sul fatto che la
FDA lo scorso Gennaio ha dichiarato che la carne proveniente da
animali clonati è sicura da mangiare. “Health Canada” , ad ogni
modo, non ha approvato la vendita di carne proveniente da
animali clonati.
Ma i critici affermano che le linee guida proposte sono troppo
indulgenti e che il processo di omologazione sarà troppo
segreto. Sostengono inoltre che la FDA non possiede la
competenza o le risorse necessarie per valutare correttamente la
nuova tecnologia, specialmente per quanto riguarda la protezione
dell’ambiente.
“Ci sono delle questioni di sicurezza che non sono ben
trattate”, afferma Gregory Jafe, il direttore del progetto di
biotecnologia del “Center for Science in the Public Interest”,
un gruppo di consumatori con sede a Washington, D.C. “
Potrebbero non essere esperti di tutti gli animali o non avere
l’autorità legale per affrontare certe questioni”. “Il loro
statuto non dà loro alcun processo legale sull’ambiente”.
Un punto chiave degli animali transgenici è che essi sfuggiranno
alla cattività, cresceranno con i loro simili e trasmetteranno
le loro caratteristiche genetiche. I salmoni transgenici che
crescono in fretta, ad esempio, potrebbero competere con i
salmoni selvatici in quanto a cibo ed accoppiamento, arrivando a
danneggiare i gruppi di pesci naturali.
In mezzo al balletto di concetti scientifici, forse la questione
più grande di tutte è se il consumatore vuole o meno animali
geneticamente modificati nei supermercati.
I sondaggi mostrano che la maggior parte dei Canadesi sono
diffidenti rispetto agli animali geneticamente modificati.
Questa diffidenza si riflette nella crescente abitudine che vede
i consumatori alla ricerca di qualcosa di più naturale, di
prodotto localmente o di prodotti non provenienti da fattorie
industriali.
Fino ad ora, i governi non hanno considerato nessuna questione
etica, sociale e religiosa legata agli animali geneticamente
modificati, dice Sarah Hartley, un professore aggiunto alla
facoltà di Scienze Politiche dell’Università Simon Fraser,
coeditrice di un libro sulle percezioni della biotecnologia
animale. Molte persone, afferma, si preoccupano del benessere
animale, dell’intensificazione dell’agricoltura industriale e
della portata generale della biotecnologia nelle loro case
oppure nei loro piatti della cena.
“Per alcune religioni, prendere il gene di un maiale e metterlo
in un pesce potrebbe essere problematico”.
Invece di affrontare il dibattito etico, i regolatori hanno
deciso di lasciare queste importanti questioni direttamente alla
coscienza del consumatore al supermercato. Il problema con
questa filosofia sta nel fatto che, afferma Hartley, gli Stati
Uniti – e allo stesso modo il Canada-- quando avranno redatto le
loro linee guida, non esigeranno dalle compagnie un’etichetta
che segnali sui cibi che sono frutto di animali modificati
geneticamente.
“È praticamente impossibile per il pubblico operare scelte di
tale importanza senza etichette descrittive" afferma. "Vogliono
sapere che carni, che latte e che formaggio proviene da animali
geneticamente modificati e quali sono convenzionali. Questa
potrebbe essere la domanda più grande e penso che sia totalmente
giustificato porsela”.
A dispetto delle questioni etiche, Ronald Stotish, CEO (Chief
Executive Officer) e presidente della “Aqua Bounty Technologies”
, con sede a Waltham, Massachusetts, ha fiducia negli animali
geneticamente modificati e pensa che essi potrebbero saltare dal
laboratorio alla fattoria – e presto.
“Così sarà il futuro” dice. “Questa tecnologia possiede la
capacità di produrre cambiamenti benefici nell'agricoltura da
produzione”.
Aqua Bounty Technologies ha speso più di 10 anni per sviluppare
un salmone che può crescere fino alla misura pronta per la
vendita nella metà del tempo rispetto ai salmoni da allevamento.
Il loro salmone “AquaAdvantage” è un salmone atlantico che è
stato creato prendendo il gene della crescita accelerata da un
salmone “Chinook”. Questo gene extra permette ai salmoni
“AquaAdvantage” di crescere durante tutto l’anno, a differenza
dei salmoni normali che crescono solo durante i mesi
climaticamente più caldi. Stotish afferma che il salmone
modificato potrebbe rendere l’allevamento del pesce più
efficiente, una benedizione per i produttori e per i
consumatori, che potrebbero continuare a comprare salmone a
prezzo modico.
“È un’opportunità che dobbiamo cogliere se vogliamo mantenere
l’odierno stile di vita”, afferma.
Anche se i maiali della settima generazione di “Enviropigs”
spingono nel loro recinto – sani e lontani ancora pochi mesi
dall’essere dichiarati sicuri per essere mangiati – Forsberg sa
che gli animali non sono ancora usciti dallo stabilimento per la
ricerca. Sarà compito del consumatore sbloccare la porta della
stalla.
“La questione maggiore era ‘Possiamo farlo?’", afferma con le
braccia conserte e un sorriso beffardo in viso. “Ora, la
questione è ‘Se noi lo produciamo, lo mangeranno?'”. |
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Fonte:
www.globalresearch.ca - traduzione: Come Don Chisciotte |
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