| "Per affrontare il
"problema TAV" occorre guardarlo in faccia e prendere coscienza del
fatto che si tratta di un mostro esistente che già avvelena il nostro
territorio e fra soli 3 anni ci porterà a ripercorrere la triste
esperienza dell'Argentina."
L'inverno è alle nostre
spalle, così come sono entrate a far parte del novero dei ricordi le
notti passate all'addiaccio nella libera Repubblica di Venaus, le
cariche della polizia e la commovente mobilitazione popolare che ha di
fatto sancito come sia impossibile procedere alla costruzione di
un'infrastruttura con il solo ausilio dei mezzi blindati e dei
manganelli.
Abbiamo attraversato prima la "tregua olimpica" poi quella elettorale,
per giungere infine in quel limbo dove si attende che il nuovo governo
inizi a farsi carico dei reali problemi del paese.
Quello dell'Alta Velocità ferroviaria è uno dei grandi problemi da
risolvere, così come quelli legati a molti altri temi scottanti quali il
precariato e la sperequazione sociale. Ma contrariamente a quanto
comunemente si crede i termini del problema riguardano la creazione di
una truffa quale quella del "Sistema TAV" e non le proteste degli
abitanti della Valle di Susa che semmai hanno avuto il merito di creare
uno spiraglio, tramite la loro lotta, nel muro di gomma che da oltre 15
anni avvolge in maniera omertosa tutte le vicende legate all'alta
velocità italiana.
Il sistema TAV è un vero e proprio museo degli orrori, costruito nel
tempo con la connivenza di tutte le forze politiche, in grado di far
scolorire al suo confronto tutti i più grandi scandali della nostra
storia, tangentopoli compresa.
Nel 2009 (fra soli 3
anni) i contribuenti italiani inizieranno a pagare il conto di circa
1000 km. d'infrastrutture ferroviarie per i treni ad Alta
velocità/capacità e si tratterà di un conto nell'ordine degli 80
miliardi di euro. Un conto che peserà per circa 2,3 miliardi di euro a
finanziaria, portando le nostre disastrate finanze ben oltre il rapporto
deficit/pil impostoci dall'Unione Europea.
Questi 1000 km. d'infrastrutture ferroviarie (in larga parte già oggi
completati o in fase di completamento) serviranno per trasportare merci
e passeggeri che oggi non esistono per mezzo di treni che probabilmente
non esisteranno mai e saranno responsabili d'impatti ambientali
devastanti in alcune zone (il Mugello su tutte) fra le più belle del
nostro paese.
Questi 1000 km. di linea ferroviaria il cui costo medio/km risulterà il
più caro d'Europa dovrebbero secondo le parole dei progettisti essere
sfruttate sia da velocissimi treni passeggeri ad alta velocità che da
pesantissimi treni merci ad alta capacità, ma nessun paese al mondo
adotta un simile sistema "misto" che richiederebbe costi e tempi di
manutenzione notevolissimi.
Questi 1000 km. d'infrastruttura non rispondono a nessuna esigenza reale
del nostro paese (le cui ferrovie tradizionali sono ormai al collasso
per mancanza d'investimenti) e non esiste alcuna possibilità concreta
che l'investimento si manifesti in futuro remunerativo.
Questi 1000 km. sono il vero dramma con il quale il nuovo governo dovrà
giocoforza fare i conti, trovandosi di fronte ad un'opera materialmente
esistente, costosissima e priva di una destinazione d'uso che risponda
alle più elementari logiche trasportistiche ed economiche.
Nonostante l'orrore sia
già presente davanti ai nostri occhi e si prepari a risucchiare quei
pochi spiccioli che ancora allignano nelle nostre tasche, tutta la
politica continua a dissertare del "problema TAV" riconducendolo alla
risolutezza con la quale gli abitanti della Val Susa hanno deciso
d'impedire che si faccia scempio anche del loro territorio, nel
tentativo di raddoppiare la dimensione dell'orrore, attraverso nuovi
centinaia di km. d'infrastrutture costosissime, inutili e devastanti per
l'ambiente e coloro che lo abitano.
Per affrontare il "problema TAV" non servono Osservatori e tavoli di
confronto, non servono compensazioni e tentativi d'inciucio, non serve
aggrapparsi al mito dell'Europa, (che nel 2009 probabilmente ci caccerà
a calci) a fantomatiche creazioni di fantasia quali il Corridoio5, a
roboanti paroloni quali "infrastruttura strategica" e "necessità di
sviluppo".
Per affrontare il "problema TAV" occorre guardarlo in faccia e prendere
coscienza del fatto che si tratta di un mostro esistente che già
avvelena il nostro territorio e fra soli 3 anni ci porterà a
ripercorrere la triste esperienza dell'Argentina.
Il neonato governo Prodi che sta diventando operativo in questi giorni
si trova dinanzi ad un bivio importante, nonostante il passato del nuovo
Presidente del Consiglio in tema di grandi opere non sia proprio
adamantino. Dovrà decidere se continuare pedissequamente a percorrere la
strada dell'asservimento della politica agli interessi dei grandi poteri
economico/finanziari, rimettendo il futuro di tutti noi fra le mani del
farsesco "Osservatorio Virano" perpetuando il "Sistema TAV" fino a
quando tutta l'architettura non esploderà creando uno scandalo senza
precedenti, oppure abbandonare fin da subito ogni velleità legata a
nuove tratte dell'alta velocità ferroviaria, istituendo immediatamente
una Commissione d'inchiesta su quelle già esistenti, tentando almeno di
limitare i danni e recuperare un minimo di quella credibilità che ormai
da troppo tempo al mondo politico più non appartiene. |