Genova luglio 2001- Avevamo ragione noi!

Un ragazzo di 23 anni ucciso dai carabinieri, 93 persone pestate e arrestate sulla base di prove false alla scuola Diaz, decine di fermati torturati nella caserma di Bolzaneto in una vera e propria eclissi dei diritti costituzionali democratici, di fatto sospesi. Nel 2001 un grande movimento nella sua fase nascente è stato criminalizzato, ma le sue idee erano giuste; a Genova si parlava di un prossimo crack della finanza globale, del collasso climatico del pianeta, delle guerre come frutto naturale del sistema capitalistico. Scenari che si sono puntualmente avverati. Giovedì 19 luglio 2001 si muove il primo corteo, quello dei migranti, un’autentica esplosione di colori, migliaia di persone venute da decine di paesi cantano l’uguaglianza e indicano la via dei diritti universali. Quel giorno non ci furono incidenti; altra storia il 20 e 21 luglio. L’inchiesta di Amnesty International, la più nota organizzazione di tutela dei diritti umani, sintetizza un anno dopo: ”Le giornate del 20 e 21 luglio sono state contrassegnate da attacchi indiscriminati e gratuiti ai manifestanti pacifici. Si tratta della più vasta e cruenta repressione di massa della storia europea recente”.

Oggi il governo fa guerra ai migranti, militarizza le periferie, sperpera soldi pubblici finanziando opere da cui traggono profitto in pochi a discapito dei bisogni reali dei cittadini, truffa su pensioni e reddito e tortura nelle carceri compagni e compagne che si oppongono ad una vita fatta di miseria. In Italia è previsto un aumento delle spese militari fino ad arrivare ad almeno il 2% annuo del PIL. Questo aumento significa un’ulteriore rapina della ricchezza sociale prodotta dagli sfruttati a beneficio della casta militare e dell’industria bellica.

Anche quest’anno a Niscemi, in Sicilia Sudorientale, dal 2 al 5 agosto, si terrà un campeggio di lotta contro il MUOS, un sistema di comunicazioni satellitari militari, uno strumento di guerra americano creato per sostenere le operazioni militari USA e NATO in tutto il mondo. Prosegue inoltre la campagna internazionale contro la fabbrica d’armi RWM di Domusnovas, Sud Sardegna, che produce bombe che vengono sganciate dall’Arabia Saudita su obiettivi civili nello Yemen.

Ricordare il G8 di Genova è un modo per rilanciare il nostro impegno antimilitarista per un mondo senza guerre e senza frontiere!!!!