“NEGRO DOVEVI AFFOGARE”

Il 5 agosto 2019 è stato convertito in legge il decreto sicurezza bis che prevede, tra l’altro, un milione di euro di multa per chi soccorre e salva naufraghi violando il divieto di ingresso, transito e sosta in acque territoriali italiane e anche l’arresto del comandante dell’imbarcazione soccorritrice se resiste o commette violenza contro una nave militare. Salvare vite umane, nel Belpaese, è diventato un reato.

Qui di seguito riportiamo alcuni stralci di una lettera di Gabriella Nobile, fondatrice dell’associazione “Mamme per la pelle”, apparsa il 6 agosto 2019 sul quotidiano La Repubblica:

Proprio la settimana scorsa a Recco, in Liguria, mio figlio Fabien, tredicenne, è stato vittima di due episodi di forte razzismo. In vacanza con la nonna, giocava spensieratamente a calcio con gli amici nella piazzetta sul lungomare. Una signora passa in mezzo ai ragazzi e una pallonata la colpisce al viso. La sorte ha voluto che il piede che calciava fosse quello di mio figlio, unico nero del gruppo. Il marito, ancora prima di chiedere come stesse la moglie, si è scagliato contro il ragazzo urlando: “Dammi i documenti. Fammi vedere il permesso di soggiorno”. La situazione è degenerata e sono state addirittura chiamate la polizia e l’ambulanza. Vi lascio immaginare il terrore e la vergogna negli occhi di Fabien e l’incredulità della nonna nel doverlo difendere mostrando alle forze dell’ordine i documenti comprovanti la sua nazionalità italiana. Il secondo episodio è avvenuto due giorni dopo in spiaggia. Un ragazzo sui trent’anni l’ha improvvisamente spintonato dicendogli: “Negro di merda, torna a casa tua, questo paese è nostro! Peccato che non sei annegato con gli altri”.[……..] Quando un Ministro della Repubblica, su un palco di un comizio, davanti a centinaia di persone si permette di affermare “Non voglio più bambini confezionati dall’Africa, non accetteremo sostituzione di popoli con popoli!”, dà uno schiaffo alla nostra genitorialità adottiva. Con la conseguente legittimazione di attitudini manifeste non ponderate. In una parola “intolleranti”. C’è una vera e propria caccia al nero, ormai nero è uno straniero, nero è un immigrato, nero è un delinquente. Come riconoscere un malfattore da uno studente quando hanno la stessa sfumatura di pelle? Potremmo pensare di tatuare sulla fronte dei nostri ragazzi “sono italiano” ma qualcosa mi rimanda indietro di anni e anni alla stella di David cucita sui vestiti. Come possiamo far crescere dei giovani che saranno il futuro di questo Paese in una società che li rifiuta o li guarda con sospetto perché di colore diverso?