NON E’ SFRUTTAMENTO, E’ SCHIAVITU’

Tra Sabato 4 e Lunedi 6 Agosto 2018, nelle campagne vicino a Foggia, 16 lavoratori migranti dell’Africa sub sahariana sono morti in due incidenti stradali, mentre tornavano dai campi per la raccolta dei pomodori, dopo aver passato ore a spaccarsi la schiena, a 40 gradi, per una paga che quasi mai supera i 3 euro all’ora. La strage degli schiavi.

Il caporalato e’ una pratica quasi secolare che, sino a venti anni fa riguardava soltanto i braccianti agricoli italiani, mentre oggi vede, tra le maggiori vittime “stagionali”, migranti che si spostano in tutta Italia per lavorare nei campi, sotto il sole cocente, sotto forma di una moderna schiavitù destinati a vivere, si fa per dire, nascosti in baracche, tendopoli, campi di fortuna, veri e propri ghetti che ci riportano il dramma delle leggi razziali e delle deportazioni di massa.

Come consumatori dobbiamo anche chiederci perché’, nel supermercato vicino a casa, puoi trovare 500 gr. di pasta fresca a 49 centesimi o un passato di pomodoro in bottiglia di vetro, 420 gr., a 99 centesimi; ma dobbiamo anche chiederci perché’ pensioni e stipendi sono così bassi e perché i contratti di lavoro non vengono più rinnovati.

Solidarietà con i lavoratori migranti e con tutti quei braccianti che sono resi schiavi dal padronato mafioso. Questo significa impegnarci veramente contro il precariato, ad esempio, sbloccando il turn-over nel Pubblico Impiego, per maggiori fondi alla Sanità Pubblica; No! ai cacciabombardieri che uccidono per investire, invece, nel Trasporto pubblico locale, per mettere in sicurezza l’Edilizia scolastica, per impegnare risorse umane contro il dissesto idrogeologico del cosiddetto “Bel Paese”

Il resto e’ barbarie.