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Ci associamo a
tutte le persone
perbene ed
auguriamo buon
compleanno
all'aeroporto
militare di
Cameri.
Cent'anni sono
tanti: sarebbe
il momento che
il vecchietto si
concedesse un
meritatissimo
riposo.
Ha fatto tante
cose nella sua
lunga (troppo
lunga) vita.
È stato la sede
della più grande
scuola
d'aviazione del
mondo negli anni
che hanno
preceduto la
prima guerra
mondiale.
Per la medesima
prima guerra
mondiale ha
brevettato, nel
solo anno 1917,
più di
settecento
piloti militari
(che,
ovviamente,
venivano spediti
a combattere).
Nella seconda
guerra mondiale
è stato
pienamente
operativo fino a
che i tedeschi
in ritirata non
l'hanno
semidistrutto.
Ma s'è ripreso
presto: nel 1957
è diventato sede
della 2a
Aerobrigata.
Dagli anni
Sessanta in poi
è stato la base
del 53° Stormo
Caccia e quindi
del 21° Gruppo
Caccia
Intercettori:
prima con gli
F-104g e poi con
i Tornado F3ADV.
Alla fine del
secolo scorso
stormi e gruppi
l'hanno
abbandonato (il
miserello): non
è stato più, da
allora, una base
aerea in senso
pieno.
Ma non per
questo è
diminuita la sua
importanza.
Infatti è
diventato la
sede principale
nel nord-ovest
(se non in tutto
il nord Italia)
per la
manutenzione di
velivoli da
guerra.
Qui si tengono
in ordine e si
collaudano
Tornado ed
Eurofighter. Qui
l'Agusta
sperimenta le
sue nuove
macchine da
guerra. Qui si
effettuano
attività di
“cross service”,
cioè di
trasporto di
armi, truppe ed
attrezzature in
direzione dei
principali
teatri di guerra
in cui i soldati
italiani sono
attualmente
impegnati.
Qui vogliono
costruire, tra
breve, uno
stabilimento per
assemblare i
terribili
cacciabombardieri
americani di
quinta
generazione: gli
F-35 della
Lockheed Martin.
Ma per un
vecchietto di
cent'anni ci
sembra ormai
giunto davvero
il momento di
cessare da ogni
frenetica
attività
guerresca e di
godersi un
meritato riposo.
Evitiamo di
assemblare gli
F-35 (macchine
di morte
terribili).
Anzi, facciamo
ancor meglio:
chiudiamo
definitivamente
l'aeroporto
militare di
Cameri.
E, già che ci
siamo, giusto
per non lasciare
il lavoro a
metà, chiudiamo
pure la base
adiacente
guidata dalla
Caserma Babini,
dove si provano
mezzi corazzati
e dove ha sede
un importante
reparto
logistico
(trasporti e
munizionamento
soprattutto)
impegnato in
diversi teatri
di guerra ed al
servizio delle
truppe di pronto
intervento della
NATO.
Chiudiamo dunque
l'aeroporto
militare di
Cameri.
Chiudiamo pure
la base della
caserma Babini
di Bellinzago.
E i posti di
lavoro persi?
(Ci chiederanno,
preoccupati
assai, gli amici
della classe
lavoratrice
italica). E
l'impegno con i
nostri cari
amici ed alleati
amerikani?
Niente paura:
abbiamo un'idea
fenomenale.
Un'idea
imprenditoriale
che creerà
almeno
trentamila posti
di lavoro (qui e
subito) e ci
renderà ancora
più amici dei
nostri cari
alleati
d'oltreoceano.
Nei vasti spazi
recuperati dalla
chiusura delle
succitate
installazioni
mortifere
potremo
costruire una
grande
Disneyland per
il sud Europa.
Una Disneyland
sulle sponde del
Ticino. Che cosa
può esserci di
più bello, di
più produttivo
di ricchezza, di
benessere e di
felicità per
grandi e
piccini?
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