Chi semina odio e intolleranza, raccoglie morte.

L’ultimo omicidio di domenica 14-09-08 ai danni di Abdul, un ragazzo di pelle nera italiano avvenuto a Milano, non è soltanto frutto di due baristi psicolabili, ma quello della società italiana, ormai sull’orlo del baratro, non solo economicamente ma anche culturalmente.

 

Da troppi mesi si susseguono, ormai, atti di violenza a volte omicida: da Verona ai tentativi di strage nei campi Rom, all’aggressione fascista di Roma di pochi giorni fa.

 

Sono tutti atti figli di una stessa cultura, quella del razzismo e dei divieti.

 

La stessa cultura che produce odio verso chi tenta, tra precariato e indifferenza sociale, di trovare un minimo spazio alternativo, a chi predica l’intolleranza verso gli stranieri ed esalta quotidianamente le spese militari, l’ordine e la disciplina, in nome di una sicurezza che è solo propaganda. Tutto fumo per nascondere che noi, in realtà, continuiamo a morire sul lavoro, a respirare aria di merda, ad arrivare a fatica a fine mese.

 

Lo ripetiamo fino alla noia: Anche se voi, servi del potere, ci accuserete di farneticare, la vera criminalità è dello stato, della sua propaganda razzista e omofoba, della sua volgarità che diventa realtà nelle zone più degradate delle nostre città, per meglio controllarci ed emarginarci.

Circolo  Zabriskie  Point