CON IL COX18

Al mattino presto. Forse non era ancora giorno. L'ora stanca in cui tornano a casa i ladri con il loro bottino e le puttane con i loro dolori. Al mattino presto hanno preso e chiuso il Cox18. I manganellatori di Stato sono entrati in azione ed hanno chiuso uno dei pochi luoghi di cultura liberi ed efficaci. Hanno sbarrato la libreria Calusca ed hanno preso in ostaggio ventimila volumi. Hanno pensato di mettere sottochiave la storia dei movimenti sociali degli ultimi trent'anni. Hanno finalmente messo in galera lo spirito di Primo Moroni.

 

Hanno sputato sui fogli della loro splendida costituzione repubblicana: affanculo la libertà di associazione dell'art.18, ammoriammazzato lo sviluppo della cultura dell'art.9, ecchissenefotte della libera manifestazione del pensiero dell'art.21.

Il potere getta la maschera e si libera del candido velo della sua legge fondamentale.

Meglio così. Buttiamo a mare ogni ipocrisia.

 

Similmente ha operato di recente il ministro dell'interno in persona, preannunciando un giro di vite e regole piuttosto vessatorie nei confronti di ogni possibile manifestazione di piazza. Con buona pace del loro art.17 della loro bella e candida costituzione.

Già: chi vuole scendere sulle strade in corteo di protesta dovrà, d'ora in poi, subire restrizioni fortissime riguardo ai percorsi autorizzati. Addirittura gli organizzatori di tali eventi dovranno versare una sorta di cauzione in copertura di eventuali danni provocati dalla manifestazione medesima. Con buona pace pure dell'art.27 della loro bella e candida Costituzione, nel quale si dice che la responsabilità penale è sempre personale.

Dunque è evidente per tutti che, restando così le cose, sarà possibile d'ora in poi organizzare associazioni d'ogni genere e manifestazioni di piazza solo se si disporrà di un bel gruzzolo di denaro.

 

In sintesi, per chi non l'ha ancora capito, libertà di espressione sì, ma solo per i ricchi e per i servi dello stato e del capitale.

Circolo  Zabriskie  Point