FIRMATO DIAZ

Qualcuno poteva forse avere qualche dubbio o qualche speranza.

Qualcuno poteva forse credere ancora alla bella favola dello Stato di Diritto, grazie al quale tutti sarebbero davvero liberi ed uguali davanti alla legge.

Qualcuno poteva pure immaginare davvero che le Istituzioni, e precisamente la Magistratura, avrebbero trovato la forza di punire  chi commette gravi reati giovandosi della posizione d'autorità in cui si trova.

Qualcuno poteva magari prevedere che il macello della Diaz non sarebbe restato impunito.

Qualcuno poteva forse ipotizzare che lo Stato avrebbe tratto giovamento dalla punizione esemplare di chi nel Suo nome compie azioni efferate e violenze inaccettabili.

Qualcuno ha forse sognato di vedere davvero i Vertici delle Forze dell'Ordine, responsabili nella notte nerissima della Diaz, gettati in prigione a meditare sulle vicende del G8 genovese.

 

Noi no.

Noi abbiamo sempre saputo che lo Stato di Diritto non è altro che un mito borghese.

Noi abbiamo sempre saputo che lo Stato non può rinunciare all'uso della violenza.

Noi abbiamo sempre saputo che i movimenti sociali, quando si fanno davvero efficaci e pericolosi, vengono repressi nel sangue o affogati nella melma della propaganda di regime.

Noi abbiamo sempre saputo che i veri responsabili del massacro della Diaz non avrebbero mai pagato per le loro malefatte.

Noi abbiamo sempre saputo che ci sarebbero state miti condanne presto soggette a prescrizione.

Noi abbiamo sempre saputo che nessuno avrebbe punito i migliori Servi dello Stato.

Eppure la nostra “preveggenza” non ci consola per nulla: non siamo affatto felici di essere stati facili indovini.

Circolo  Zabriskie  Point