UN NUOVO PESANTE ATTACCO AI LAVORATORI

Non bastavano la crisi, la stretta alle libertà individuali e collettive, le leggi securitarie, le ronde legalizzate, i licenziamenti, la cassa integrazione, quindici anni di compressione salariale per effetto degli accordi del luglio '93 e la riforma degli assetti contrattuali. Il governo se ne esce con una norma che di fatto cancella il diritto di sciopero. Si tratta, per ora, del solo settore dei trasporti. Ma chissà che non venga presto estesa agli altri settori come richiesto a gran voce dalla Confindustria.

Peccato che i disagi degli utenti (per buona parte anch'essi lavoratori, dato che padroni e manager non vanno in tram) siano causati dalle scellerate politiche di privatizzazione dei servizi, non dagli scioperi. Ma tant'è.

Ricordiamoci però che fin dalle prime lotte operaie e contadine lo sciopero era illegale: gli scioperanti subivano licenziamenti, ricatti, arresti ed omicidi.

I lavoratori però hanno continuato a scioperare ed hanno così imposto questa pratica a padroni e stati.

 

Qualcosa di “buono” però sta accadendo: il nuovo santone del PD ha proposto adesso un assegno per i disoccupati. Evidentemente il governo Prodi era troppo occupato con la TAV e le spese militari.

D'altro canto, l'Unione Europea pretende che in Italia si aumenti l'età pensionabile delle donne (e non solo) dichiarando la necessità di uniformare le normative dei diversi paesi membri. Peccato che ci si dimentichi però delle differenze salariali tra i lavoratori dei medesimi paesi dell'UE.

In definitiva: solo se i lavoratori sapranno organizzarsi autonomamente in strutture di base si potrà modificare questa situazione di ristrettezze materiali e di infamia legislativa.

Circolo  Zabriskie  Point